Ora si stampano in 3D anche le pistole di metallo

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Nonostante l’hype tutto sommato lo sapevamo che quei simpatici pazzi di Defense Distributed erano soprattutto dei grandi chiacchieroni e che il loro progetto (Liberator) di assicurare la libertà attraverso armi stampate in 3D di plastica era più che altro un modo per far parlare di sé. Paradossalmente, ciò che rende le pistole stampate da Defense Distributed più fragili e inaffidabili, il fatto che siano in plastica, è anche ciò che le rende illegali perché in violazione della legge sulle armi nascoste. Eppure si sono attirati addosso tutte le critiche possibili e immaginabili, non tanto perché la loro arma non funziona poi così bene, ma perché l’immaginazione collettiva è partita senza freni verso un mondo in cui chiunque può stamparsi una pistola in casa, con una stampante 3D e un po’ di plastica (questo scenario, per altro, non è neanche così remoto: prima o poi sarà davvero possibile)

Il risultato è che dopo tanto hype la notizia della prima azienda a stampare una pistola in metallo è passata quasi in sordina ma si tratta di una vera rivoluzione. La pistola stampata in metallo da Solid Concepts funziona eccome – ha già sparato più di 50 round senza problemi – e rende Solid Concepts – che detiene una regolare licenza per il possesso d’armi – un vero e proprio apripista verso l’utilizzo di questa incredibile tecnologia di manifattura additiva nell’industria delle armi da fuoco. Visto ciò che è possibile ottenere per scopi civili (protesi, organi, arte, abiti, case, mobili dai design impossibili) c’è da tremare all’idea di cosa l’industria bellica sarà capace di costruire una volta che inizierà ad adottare la stampa 3D sistematicamente.

Il modello stampato da Solid Concepts ha sicuramente anche una valenza artistica (e l’azienda ci tiene a precisare che il suo progetto non ha nulla a che fare con le stampanti 3D personali). Si tratta di una classica 1911 ed è composta da oltre 30 parti stampate in metallo con il processo del “direct to metal laser sintering”, l’attuale avanguardia della stampa con i metalli, ma anche il grip in plastica è stato stampato in 3D via SLS (selective laser sintering). Le finiture sono state applicate artigianalmente ma nessun componente è stato fatto passare da processi industriali di massa: solo ed esclusivamente manifattura additiva. A proposito, dei 50 colpi, 30 hanno colpito il centro del bersaglio.

Così

Il comunicato stampa originale è stato pubblicato sul sito di Solid Concepts:

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