Le novità da Francoforte parte 1: i colossi

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Scusatemi se non aggiorno il blog da qualche giorno. Sono stato alla fiera Euromold di Francoforte dove ho visto cose incredibili che voi umani…

Il risultato è che ho scoperto tantissime cose nuove, conosciuto molte nuove persone e creato molto lavoro nuovo da fare (non necessariamente retribuito), mentre intanto il lavoro vecchio si accumulava. Così quando sono tornato da Francoforte – distrutto dopo un volo con partenza e ripartenza alle 6 di mattina da aeroporti sperduti serviti ottimamente (si fa per dire) da Ryanair – sono stato letteralmente travolto dalle cose da fare. Ora inizio a vedere la luce alla fine del tunnel, anche se è piuttosto fioca, e sentivo un bisogno quasi fisico di raccontare quello che ho visto.

Prima di tutto chiarisco subito che la fiera di Francoforte è la più grande fiera al mondo per l’industria del molding, cioè gli stampi industriali. Si tratta di un’industria basata ancora soprattutto su calchi e frese e in effetti questa tipologia di macchinari, che oggi viene definita “sottrattiva” occupava due delle gigantesche hall del complesso fieristico, la 8 e la 9. La terza hall dedicata alla fiera era la 11. Il fatto che sia stato saltato un numero potrebbe anche non essere del tutto casuale perché ciò che si poteva vedere dentro la hall 11 aveva ben poco a che fare con le altre due: era il futuro, la manifattura additiva, un futuro incredibile. Ovviamente ho passato entrambe le giornate della fiera solo nella Hall 11 ed ecco cosa ho visto.

EOS, l’azienda tedesca che produce le migliori stampanti 3D sul mercato, era presente con uno stand gigantesco in cui era possibile osservare la nuova M400 per stampare con i metalli (e un’area di stampa di 400x400x400 mm) e la nuova EOS P396, per stampare sinterizzando in plastica con il nuovo laser a CO2. EOS ha anche mostrato ciò che è oggi in grado di fare con l’oro, dopo aver siglato un accordo con uno dei principali rivenditori d’oro al mondo. Le stampanti EOS riescono a stampare direct to metal in oro con una precisione precedentemente inimmaginabile e i designer di tutto il mondo stanno già impazzendo pensando alle possibilità.

Anche Stratasys era presente con uno stand enorme, anche se per quest’anno la novità principale è stato l’introduzione del Nylon 12 tra i materiali utilizzabili nelle sue stampanti FDM industriali. Forse più impressionante era lo stand che quest’anno l’azienda ha dedicato al suo nuovo acquisto: Makerbot. Tutte le stampanti FDM consumer Replicator 2X erano in mostra, così come gli scanner Makerbot Digitizer. Mentre i rumor di una Makerbot 3X all’orizzonte si fanno sempre più insistenti. Da Stratasys ho anche avuto l’occasione di conoscere di persona e intervistare Arita Mattsoff, direttore marketing.

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Non si può poi parlare di Stratasys senza parlare di 3D Systems. A parte l’aver scoperto con mia grande sorpresa che gran parte del team manageriale del più grande produttore di stampanti 3D al mondo è italiano, in seguito all’acquisizione di una società di rapid prototyping avvenuta qualche anno fa, ho avuto l’occasione di conoscere la direttrice marketing europea che mi ha fatto fare un tour delle – incredibili – novità presentate dal colosso americano. Nell’ordine (oltre allo scanner 3D consumer Sense): la ProJet 4500, la prima stampante 3D full color che stampa in plastica con fino a un milione di colori. Poi è stata la volta della ProJet 5500X, la prima stampante 3D in grado di stampare singoli componenti con tre materiali diversi di cui due contemporaneamente. Successivamente è stato il turno della ProX 950, una stampante grande quanto una stanza, con l’area di stampa più grande in assoluto. Quando ho chiesto se 3D Systems avesse mai pensato di entrare nella stampa direct to metal mi è stato mostrata la ProX 300 Direct Metal, la prima stampante a metallo dell’azienda. Poi la ProX 500, la stampante 3D più veloce per la il direct manufacturing ed infine, quando ho chiesto se l’azienda pensasse di lanciare una stampante a resina a basso costo per competere con i gioiellino di Formlabs mi è stata mostrata la Projet 1200, stampante stereolitografica da circa 3.300 dollari. Come ciliegina sulla torta, la promessa che almeno una delle stampanti Cube arriverà nei negozi di elettronica di consumo europei (e anche in Italia), entro la fine del 2014. Godetevi la gallery qui sotto, poi l’articolo continua

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