Le novità da Francoforte parte 2: le italiane

IMG_0639I problemi dell’Italia sono arcinoti: mancanza d’innovazione, mancanza d’investimenti, mancanza di comunicazione adeguata tra le aziende, mancanza di sbocchi efficaci verso l’estero, incapacità di attirare investimenti, incapacità di far parlare di sé e un bisogno quasi morboso di nascondere le proprie invenzioni e/o la propria italianità. Sono problemi noti e arcinoti ma ogni volta che ci si trova a confrontarsi con le realtà italiane e questi loro cronici difetti l’effetto è davvero deprimente. Perché solo così si spiega che fino al mio arrivo in fiera non sapevo che l’Italia fosse il Paese ospite d’onore e solo così si spiega il fatto che per 20 anni siamo stati all’avanguardia totale del CAM, first adopter di tutte le tecnologie CNC e ora che c’è da fare il passo avanti verso l’additivo le nostre aziende non hanno le risorse, la voglia, la capacità o il coraggio di investire in quello che inevitabilmente sarà il futuro della manifattura. Solo una cosa ci salva: le enormi capacità e l’inventiva di chi riesce ad avviare un’azienda in Italia, oltre alla creatività dei nostri designer, tutti potenziali clienti che fanno molto gola ai colossi esteri della stampa 3D. Come con i telefonini, diventeremo i principali utilizzatori di stampa 3D al mondo e non avremo un’azienda nostra che produce le stampanti industriali.

Quindi non ho avuto, purtroppo, l’occasione di visitare la maggior parte delle aziende italiane in quanto erano nelle hall 8 e 9 (sono riuscito solo a passare nell’area allestita per festeggiare l’Italia come paese ospite d’onore dell’edizione). Per fortuna qualche azienda italiana molto interessante c’era anche nella hall 11. Prima tra tutte DWS, dove però la persona che mi ha accolto sembrava un po’ scocciata che andassi a trovarli e a far loro domande sui loro prodotti. D’altra parte un giornalista che si paga da solo il biglietto aereo per andare in fiera a scoprire tutto della sua azienda per scrivere di te dev’essere proprio una scocciatura tremenda. Tant’è. L’azienda un questione è DWS (Digital Wax Systems) e sviluppa delle stampanti stereolitografiche davvero notevoli, principalmente per i settori dentale, gioielli e piccolo industriale. Sono l’unica azienda italiana che stampa con le resine e – anche se non me ne intendo particolarmente – devo dire che i prodotti mi sono sembrati decisamente ben fatti. Eccoli nella gallery.

Per quanto riguarda le stampanti purtroppo è finita con DWS. C’erano alcune realtà di 3D design e rapid prototyping, oltre a una piccola casa editrice (ERIS) che organizza un evento sul Rapid Manufacturing a Milano a settembre. C’erano invece due società specializzate in scanner 3D. Una, EGS, realizza scanner 3D per l’industria odontoiatrica. L’altra, Open Technologies, sviluppa soluzioni di scanner 3D di vari livelli tra cui anche una di fascia bassa basato sulla tecnologia Kinect di PrimeSense che si chiama Reveng. Poi ci sono anche la linea Aurum 3D (dentale e gioielli) e la linea Stone 400, industriale.

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