Credit Suisse sbaglia le previsioni sulla stampa 3D… di 600 milioni di dollari

Credit-Suisse-Gold-Bar1Chi lavora o comunque segue le evoluzioni del mercato e dell’industria della stampa 3D scopre ogni giorno 10 nuove applicazioni, potenzialmente rivoluzionarie, di queste tecnologie. Tutti sappiamo che sarà enorme, più grande di quanto ci possiamo immaginare e visto che non ce lo possiamo immaginare, e che non possiamo davvero comprenderne tutti i risvolti, è quasi come una fede, nel senso che si percepisce il potenziale ma non si può effettivamente quantificarlo.

Questo riguarda giornalisti, hobbisti e semplici appassionati. Le banche d’investimento, invece, dovrebbero essere in grado di farlo. Almeno questo è quello che gli si chiede e la ragione per cui guadagnano così tanti soldi. Invece no. Il potenziale della stampa 3D è talmente grande che nemmeno gli analisti finanziari delle migliori banche riescono a capirci qualcosa.

Paradossalmente, mentre tendenzialmente le grandi banche d’investimento tendono a sovrastimare le dimensioni dei mercati per spingere gli investimenti e portare a casa profitti immediati (creando bolle che poi scoppiano e fanno male ai piccoli investitori, ultimi arrivati in quello schema piramidale fraudolento che è il capitalismo finanziario), la stampa 3D si conferma un vero cambio di paradigma, perché il suo potenziale è talmente enorme che persino le banche lo sottostimano.

Il colosso svizzero Credit Suisse, infatti, ha appena rivisto le sue previsioni per il mercato globale della stampa 3D. Non un semplice aggiustamento ma un nuova previsione che ora vede un volume d’affari più che quadruplicato entro il 2016: 800 milioni di dollari contro 175 milioni di dollari: +375%!

La mia previsione è che Credit Suisse si stia sbagliando ancora e che rivedrà nuovamente al rialzo le sue previsioni nel 2015. Al momento il team di Credit Suisse, guidato da Jonathan Shaffer, attribuisce la discrepanza al non aver tenuto conto del rapido allargamento di queste tecnologie al mondo prosumer.

“Crediamo che possa esserci una penetrazione vicina al 100% tra gli ingegneri e tra i 220 mila studi di architettura registrati negli Stati Uniti, anche se ci rendiamo conto che gli studi già esistenti sono meno aperti a questa tecnologia degli studenti appena laureati”, ha detto Schaffer. “Crediamo anche che i giovani oggi al di sotto dei 18 anni saranno il principale driver nell’adozione globale della stampa 3D”.

Certo, detto da un’analista fa il suo effetto. Ma la domanda vera è: quanto lo pagano per scoprire cose che chiunque abbia avuto a che fare con la stampa 3D consce già da tempo? Probabilmente la vera abilità degli analisti finanziari non è tanto avere la visione globale quanto quella specifica del mercato azionario. Schaffer, infatti, ha alzato la valutazione per le azioni di Stratasys, da outperform a neutral, con target di 144 dollari (al momento è a circa 120 dollari), mentre per 3D Systems il target è 90 dollari (obiettivo già raggiunto in passato, anche se ora è sotto gli dollari). L’ultima volta che ho letto il consiglio di un analista finanziario (e non l’ho ascoltato) era di vendere le azione di Organovo perché avevano raggiusto i 7 dollari (350% del valore iniziale). Nei giorni seguenti è arrivata a 12. Come dice il proverbio, fidarsi è bene…

 

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