Un revolver stampato in 3D per i cowboy del Sol Levante

Screenshot 2014-02-18 10.41.24Chissà perché la nostra società, tutta la società globale, prova un fascino morboso per le pistole. Non è solo questione di sparare, quello lo lasciamo fare a cacciatori, soldati, criminali e a un po’ troppi americani, ma semplicemente il piacere di parlarne, sempre e comunque, soprattutto nei media. Ora ce ne’è un’altra di cui parlare: è un revolver a sei colpi ma, seriamente, non è l’unica, né la più bella, né la più complessa cosa che si può creare con una stampante 3D.

Si chiama Zig Zag ed è comunque un progetto che spinge i confini di ciò che è possibile stampare in 3D via FDM/FFF in quanto è , ma , sul serio , non è l’unica , né la più bella , né la cosa più complessa che si può fare con una stampante 3D .

Screenshot 2014-02-18 10.42.40Il revolver Zig Zag è, tuttavia , un altro progetto che spinge i confini di ciò che può essere fatto con la stampa 3D , in quanto è la prima volta che una pistola di plastica stampata può esplodere più di un colpo. Sarà anche brutta ma dal video sembra piuttosto affidabile: spara più volte senza incepparsi o esplodere e, anche se nel test sono stati usati solo proiettili a salve per non infrangere le leggi nipponiche, il risultato è notevole.

Ciò che potrebbe risultate un po’ più preoccupante della pistola in sé è che, mentre Defense Distributed (i creatori della prima pistola stampata in 3D perfettamente funzionante, una calibro .380 a colpo singolo) è cresciuto molto e si sta trasformando in un paladino del diritto dei cittadini di difendersi, database di armi stampate in 3D stanno spuntando un tutto il mondo. Il test del revolver ZigZag, per esempio, è stato pubblicato da Kemuridama.com, una banca dati giapponese di tutte le armi stampate in 3D ad oggi. Ce ne sono davvero così tante in giro da aver bisogno di un database? E, soprattutto, si prevede che ce ne saranno?

Screenshot 2014-02-18 10.43.33In un certo senso le armi sono l’esatto opposto di stampa 3D: uno dà il potere di creare e l’altro quello di distrugge distruggere. Quindi, in un certo senso, anche se mi affascinano le pistole, penso che ci sono cose più importanti su cui i media e la stampa 3D in generale dovrebbero concentrarsi.

I medici usano modelli stampati in 3D per facilitare interventi chirurgici e salvare vite da anni, le industrie stanno tagliando i costi e gli sprechi attraverso la manifattura additiva fin dagli Anni ’80 ma sapete cosa ha fatto notizia al pino colpo (letteralmente)? Indovinato, la pistola stampata in 3D da Cody Wilson di Defense Distributed. E non era nemmeno il Liberator, la prima pistola interamente stampata in 3D, ma il ricevitori inferiore di una altrimenti normalissima calibro .22 semiautomatica.

Screenshot 2014-02-18 10.41.58Mentre la maggior parte dei progetti di stampa 3D hanno devono fare i salti mortali per ricevere copertura nei media principali, quando è uscita la notizia del Liberator ha ottenuto così tanta stampa (Forbes, BBC, CNN, The Guardian, il NYT, Pop Sciece, Vice, PC Magazine…) da rendere il suo creatore una celebrità. Proprio nel momento in cui la stampa 3D aveva appena iniziato a catalizzare l’attenzione mediatica, è sembrato come se l’unica cosa a cui queste tecnologie potessero servire era di permettere a chiunque, inclusi terroristi e criminali, di crearsi una pistola in casa e conquistare il mondo.

Screenshot 2014-02-18 10.42.25Poi è toccato a Solid Concepts stampare una pistola in 3D, questa volta in metallo. Ancora una volta è servito a cavalcare l’onda mediatica. Solid Concepts è una società di servizi di stampa 3D di alto livello e da anni realizza prototipi anche molto complessi: eppure i media ne hanno parlato solo dopo la replica della M1911, la prima arma stampata in metallo, che non era neanche un’impresa così incredibile. Dopo tutto i componenti di una pistola non sono così complessi da stampare e assemblare

La Zig Zag è decisamente più bruttina rispetto ai suoi predecessori e molti dettagli non sono chiari. Ha un tamburo gigantesco che potrebbe (o forse no) essere riutilizzato dopo i sei colpi. Il tamburo ha rappresentato un’evoluzione radicale nel campo delle armi da fuoco perché ha permesso, per la prima volta, di sparare più colpi senza dover ricaricare e senza dover ricorrere a pesanti (e inaffidabili) armi con canne multiple. Una cosa è certa , le sue dimensioni rendono impossibile qualificarla come arma nascosta ed è altamente improbabile che qualsiasi pistolero in erba voglia davvero farsi vedere in giro con la Zig Zag.

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