Stratasys porta la Objet500 in Italia e non è l’unica novità

Nell’ultimo anno Stratasys ha annunciato solo una nuova stampante 3D industriale ma è bastato: la Objet 500 Connex3 è l’unica stampante 3D in grado di realizzare oggetti con tre diversi materiali (inclusa la gomma e le plastiche rigide) e può farlo in multicolor. Così, quando abbiamo scoperto che sarebbe stata presentata alla fiera Eurostampi di Parma siamo dovuti andare a vederlo .

object 500Abbiamo parlato con il dipartimento PR di Stratasys e impostato un colloquio con il Davide Ferrulli, Territory Manager per l’Italia, Europa sud-orientale e Medio Oriente, che abbiamo incontrato in fiera. Eurostampi è un piccolo Euromold, con entrambe le macchine industriali tradizionali e le stampanti 3D in esposizione. Proprio come a Euromold lo scorso dicembre, tutta l’attenzione e l’entusiasmo era intorno alla manifattura additiva e Stratasys era certamente una delle attrazioni principali.

Abbiamo chiesto a Ferrulli quale sia il potenziale dell’Italia, un paese che vanta già una lunga storia di manifattura additiva, dell’Objet 500. “L’Italia rappresenta circa il 5% del commercio globale Stratasys”, ci ha detto Ferrulli, “quindi è un mercato molto importante. Questa è una macchina pensata per aziende che hanno bisogno di prototipi il più possibile simili al prodotto finito senza doverli rilavorare quanto escono dalla macchina. Il colore è certamente un vantaggio importante, soprattutto considerando che questa è l’unica macchina in grado di creare oggetti a colore e trasparenti. La vera differenza però è il triplice materiale”.

Un prezzo poco al di sotto dei 300.000 euro rendono la Objet500 una macchina di fascia molto elevata ma al momento non ha alcuna concorrenza per la stampa mutlimateriale e solo una concorrenza limitata dai modelli di 3D Systems, come la Projet 4500, sul fronte del colore. Raggiunge circa 2 centimetri all’ora sull’asse Z e arriva a una risoluzione di 16 micron, il top per le macchine che utilizzano il processo polyjet.

Tool - tradtional vs 3d printedIl debutto italiano della Objet 500 non è stata l’unica notizia a uscire dallo stand di Stratasys. Un’altro elemento che potrà fare la differenza nei prossimi mesi è che anche la controllata MakerBot ora ha un distributore ufficiale italiano. Si chiama Energy Group ed è uno dei sei distributori di Stratasys in Italia (ve ne parleremo più approfonditamente in un prossimo articolo).

Un altro aspetto che sta cambiando radicalmente il business di Stratasys in Italia è la produzione di prodotto finale. Gli ingegneri italiani sono noti per essere particolarmente creativi: immaginatevi cosa possono inventarsi con le possibilità aperte dalle nuove stampanti.

“Per una volta, siamo sicuramente avanti”, afferma Ferrulli, “Usando stampanti industriali FDM 3D e il nylon , molti hanno iniziato a realizzare utensili e strumenti su misura”. Come dimostrazione, Ferrulli ci ha mostrato uno strumento utilizzato da BMW per applicare nome del la scritta con il nome della vettura alla carrozzeria . La versione in metallo dello strumento era pesante e scomoda; quello stampato in 3D era ergonomico, leggero e semplicissimo da usare.

Stratasys standUn altro segmento che sta crescendo è l’utilizzo delle macchine polyjet per realizzare stampi a iniezione destinati alla produzione di piccole serie. Ciò significa che una azienda può ottenere serie di 10 fino a 30 unità stampate a iniezione usando il materiale definitivo, prima di andare in produzione. “Attualmente la serie pilota dev’essere fatta in Cina – ci ha spiegato Ferrulli – costa circa €3,000 e richiede almeno 3 settimane per la consegna. Con questo metodo lo stampo può essere realizzato 3D internamente e, in meno di 24 ore, la serie pilota è pronta a un costo di sole un paio di di centinaia di euro. Non è il costo, però, a fare la differenza, quanto il tempo risparmiato . ”

Unendo tutti questi vantaggi è facile capire come mai la domanda sia in pieno boom. Le richieste sono raddoppiate ultimamente e non solo nelle zone più industrializzate del Nord Italia . “Abbiamo appena venduto due Fortus in Puglia per una società che produce componenti aeronautici. Con la stampa 3D, la localizzazione della produzione è sempre meno un fattore e anche le regioni più isolate possono diventare veri e propri centri di produzione Hi-Tech: se questa non è una rivoluzione epocale poco ci manca.

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