La cura per il cancro passa dalla stampa 3D

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Ormai sappiamo che la ricerca medica spesso si avvale delle opzioni offerte dalla stampa 3D; ma siamo pronti a scommettere che se vi avessero detto che questa particolare tecnologia avrebbe, in futuro, potuto svolgere un ruolo fondamentale per la cura contro il cancro, probabilmente avreste chiamato direttamente la neuro e fatto ricoverare il pazzo visionario che ha detto una follia del genere.

E invece, quella che sembra un’assurdità, ora risulta quantomai vera: basta guardare quello che un gruppo di ricercatori cinesi, in collaborazione con un team medico degli Stati Uniti, è riuscito a realizzare pochi giorni fa. Per farla breve, sono riusciti addirittura a stampare in 3D un tumore; o meglio, una riproduzione praticamente perfetta di un “ambiente tumorale”, che unisce materiali biologici combinati a particolarissime cellule del cancro.

Un processo complicatissimo e decisamente elaborato che si può riassumere, semplicisticamente, con pochi passaggi: prima di tutto, la raccolta di una specifica tipologia di tumore – le HeLa cells, delle cellule cervicali prese da una paziente di nome Henrietta Lacks e che hanno la caratteristica di essere “immortali”. A questo punto, i ricercatori hanno unito il tumore con un mix di gelatina, idrogeni e fibrogeni, inserendo tutto all’interno di una stampante 3D studiata ad hoc. Con questo procedimento è stato possibile creare quello che, pur non essendo un vero tumore, si può considerare un perfetto surrogato: un modello (delle dimensioni di 10 millimetri sia in  altezza che in larghezza) che replica perfettamente un ambiente affetto da cellule cancerogene. Il sistema rappresenta l’evoluzione della “coltura in vitro”, vale a dire la ricreazione di uno strato di cellule tumorali all’interno di provette mediche per studiarne il comportamento; solo che la stampa 3D permette ora di realizzare modelli tridimensionali precisissimi, sovrapponendo differenti strati di cellule per avere una visione globale dell’espansione della malattia.

Grazie a questa trovata, i medici potranno da adesso in poi studiare il comportamento delle cellule tumorali, il loro sviluppo e gli effetti dei vari trattamenti medici in una maniera maggiormente accurata e realistica rispetto al passato – considerando la resistenza degli agenti cancerogeni esaminati e la precisione con cui il modello stampato in 3D imita un vero tumore.

E non è da escludere che proprio questa nuova tipologia di studio basato sulla stampa 3D possa nel prossimo futuro permettere di trovare la tanto agognata cura per il cancro. Senza contare poi i nuovi scenari che apre, primo su tutti la totale eliminazione della sperimentazione animale – materia quantomai controversa e discussa al giorno d’oggi.

Che addirittura nei prossimi anni non sia possibile stampare organi veri, invece che delle loro controparti “artificiali” o delle semplici protesi? Roba da fantascienza vera.

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