Jimmy è il primo androide commerciale stampato in 3D

JimmyFront 2Ogni volta che si parla di stampanti 3D, immancabilmente c’è sempre qualcuno che fa la fatidica domanda: “ma a cosa serve?” Bene, da oggi potete rispondere: “semplice, a costruirti un robot!” Tutto grazie a Jimmy, il primo automa (alto circa un metro e dal peso di 65 Kg) completamente funzionante e assemblato con componenti stampate. Un progetto nato dall’idea di David Johnson (di Intel) e sviluppato in collaborazione con l’istituto Olin College and Trossen Robotics, il cui punto di forza risiede appunto nella possibilità di poter stampare ogni sua componente – a partire dalla struttura interna in alluminio fino ad arrivare alla scocca esterna composta da fibre di nylon. Lo scheletro di base è prestabilito, ma il rivestimento esteriore è customizzabile a piacimento, cosa che farà la felicità dei makers e, soprattutto, permette di sostituire un pezzo senza problemi in caso di guasto o rottura. Per quanto riguarda invece il suo cervello sintetico, tutte le funzionalità del robot sono gestite da un processore Intel Core i5 che monta una variante del sistema operativo Linux, ma può supportare senza problemi anche Ubuntu. Una scelta precisa che si basa sulla possibilità, da parte dell’utente, di personalizzare le azioni – dato che i due OS presi in considerazione sono open source. Proprio il concetto di “open source” è una delle chiavi che sta alla base di Jimmy; perchè se da un lato la prima serie di robot è già stata ultimata (e si può acquistare sul sito Trossen Robotics), il vero scopo del progetto è quello di creare un sistema aperto che, in futuro, possa permettere agli utenti di scaricarsi tutti i modelli virtuali delle parti robotiche, eventualmente modificarli con software creato ad hoc e quindi stamparlo in casa. FBBUn aspetto, quest’ultimo, che consentirebbe di abbattere il prezzo di Jimmy; al momento, infatti, il robot di Intel costa circa 14 mila euro (16 mila dollari) e si può acuistare solo nella versione già assemlata. Nel corso dei prossimi 5 anni, però, grazie alla possibilità di mettere il kit di creazione direttamente nelle mani degli utenti, il prezzo dovrebbe abbattersi a 1.600 dollari – con l’obiettivo di raggiungere la soglia minima di 500 dollari. Se così fosse, sarebbe molto probabilmente l’inizio dell’era dei robot domestici. Nel frattempo, per farvi un’idea delle capacità di questo robot, qui sotto trovate un video tutto dedicato a Jimmy. http://www.youtube.com/watch?v=wRZn7_lpD2U Se vi state chiedendo perchè il nome del robot sia Jimmy e non una qualche sigla strana, è presto detto: secondo il 21 Century Robot Manifesto, ogni automa deve avere un nome – come insegnano anche Robi e il suo predecessore Kirobo. manifesto

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