Dalla Casa Bianca a Barcellona, è “Making Time”

Ieri, il 18 giugno, è stato proclamato National Day of Making negli Stati Uniti. Non è successo per caso e non è un riconoscimento casuale: lo scenario in cui il presidente stesso, Barak Obama, l’uomo più potente al mondo, ha dato l’annuncio era niente meno che la Casa Bianca, la sede centrale del potere americano, che stava ospitando ospitato la sua prima Maker Faire. Durante l’evento si sono susseguite tantissime attività creative che hanno visto il presidente alle prese con stampanti 3D Rep Rap e persino farsi scansire in 3D e trasformare in un pancake con Pancakebot.

white-house-maker-faire

Un po’ come se da noi Napolitano – invece dei soliti ricevimenti di calciatori e pregiudicati vari – ospitasse al Quirinale i rappresentanti dei Fab Lab e dei maker italiani. Insomma l’America fa sul serio con il making e questo lo sapevamo già. Il programma educativo STEM (Science Technology, Engineering Mathematics) è uno dei pilastri del programma scolastico di Obama (lanciato mentre noi qui avevamo la Gelmini che tagliava indiscriminatamente) e punta a stimolare l’apprendimento pratico di materie scientifiche e tecnologiche – qualcosa che nei FabLab avviene naturalmente.

obama at white house maker faireInfatti l’altro grande annuncio emerso durante l’evento è che la Fab Lab Foundation – quella fondata e guidata dal professore del MIT Neil Gershenfeld – ha formato un accordo con la Chevron – colosso americano dell’energia – per finanziare l’apertura di 10 nuovi Fab Lab negli USA entro la fine del 2015. Anche se l’accordo con un’azienda produttrice di carburanti fossili può far sollevare più qualche sopracciglio (soprattutto tra chi difende a spada tratta la filososofia open source, senza considerare che i soldi, in fondo, devono arrivare da qualche parte, e se non arrivano attraverso attività commerciali allora spesso arrivano da chi ne ha tanti e chi ne ha tanti spesso non li ha guadagnati nel modo più limpido possibile – ogni riferimento a De Benedetti e la Make in Italy Foundation non è assolutamente casuale) bisogna dire che la Chevron si è impegnata a spendere 30 milioni di dollari proprio per promuovere l’educazione STEM e contribuire a formare le nuove generazioni di inventori di domani.

Il fenomeno del making non è solo americano ma è globale. Oggi esistono 350 Fab Lab nel mondo e altri 350, sono in via di sviluppo. Così dopo il successo enorme della Maker Faire Bay Area, dopo il National Day of Making e la White House Maker Faire, dopo gli annunci della Fab Lab Foundation, la scena del making si sposta in Europa dove, dal 2 all’8 luglio prossimi si terrà Fab10, la decima conferenza internazionale dei Fab Lab, a Barcellona, vera culla europea della personal fabrication (insieme ad Amsterdam). Lì si incontreranno i rappresentanti di oltre 250 FabLab provenienti da 40 diversi Paesi tra decine di attività e speaker che rappresentano la visione d’insieme di questo fenomeno ormai sempre più inarrestabile.

mobile fablab

Per noi Italiani il Making culminerà a inizio autunno, quando si terrà l’edizione 2014 della Maker Faire Rome, che sta rapidamente diventando uno degli eventi principali del circuito. Non sarà al Quirinale (per fortuna) ma le novità che ci aspettano sono tantissime: l’importante è ricordarsi sempre che il making è di tutti.

 

 

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