L’ottovolante della stampa 3D è appena partito e non è per i deboli di cuore

Da quando ho iniziato a seguire l’industria della stampa 3D a tempo pieno la mia vita è cambiata completamente, ma il punto non è questo. Ricordo la notte (non molto tempo fa), quando ho compreso il potenziale della stampa 3D e mi sono reso conto che dovevo subito acquistare tutte le azioni di “pure player” su cui avrei potuto mettere le mani su. A questo proposito, un grazie molto ironico va a MotleyFool.com, che mi ha fatto pagare $40 per dirmi i nomi delle tre società “sconosciute” che stavano per cambiare il mondo e farmi ricco: 3D Systems, Stratasys e Dassault Systems.

cubepro1Certo che – I come molti altri – non avevo ancora pienamente capito che i principali titoli di stampa 3D avevano vissuto la loro fase di crescita per gran parte degli ultimi 5-10 anni ed erano già aumentati di quasi 100 volte. Non importa: il punto è che la stampa 3D sta per cambiare il mondo e qualunque valore quei titoli avessero allora, varranno molto di più tra 20-30 anni.

Solitamente mi accorgo di questi cambiamenti epocali appena dopo che sanno davvero le cose e appena prima del pubblico allargato. Così è sembrato naturale che nelle prime settimane dopo aver comprato azione di 3D Systems, Stratasys, Dassault Systems, Organovo, ExOne e Voxeljet, il mio (piccolo) investimento fosse cresciuto di oltre il 30%. Avevo una sensazione viscerale che sarebbe stato meglio vendere per un profitto, ma ho pensato che le avevo comprate per il lungo periodo e non volevo giocare e magari scottarmi. Così le ho tenute e infatti ìn un paio di giorni ho perso tra il 10 e il 20%. Perché? Per nessun motivo o evento specifico.

Il problema è che la maggior parte dei valori di capitalizzazione di aziende pure player è pari a più di 5 volte i loro fatturati annuali. Tutto questo non va preso come se fosse scritto nella pietra, non faccio analisi finanziarie, cerco solo di seguire – quando ho un po ‘di tempo – cosa succede al mio investimento. Questo significa che, come hanno già detto altri analisti finanziari più professionali, un titolo come 3D Systems, attualmente scambiato a circa $60 potrebbe andare a $10 tanto quanto potrebbe salire a $120. Potrebbe andare al minimo nel caso di una crisi finanziaria che poterebbe il suo valore fino a – o addirittura al di sotto – il suo reale valore economico, e potrebbe salire al livello più alto se in un mercato azionario rialzista e gli investitori si convinono nel potenziale della stampa 3D.

organovo IPOOrganovo, una società di 3D bioprinting che non ha ancora rilasciato un prodotto commerciale, è l’esempio più lampante: registra perdite annuali per milioni, tuttavia le sue azioni vengono stabilmente (relativamente parlando) scambiate a oltre 700 volte l’offerta iniziale: questo perché il suo potenziale è enorme e i risultati delle sue ricerche sono incoraggianti.

Personalmente non ho alcun dubbio la maggior parte delle aziende di stampa 3D un giorno registreranno ricavi 10 e anche 20 volte superiore a quelli attuali. Portroppo conto solo per una parte infinitesimale.

Quando azioni sono crollate alcuni hanno detto è accaduto perché 3D Systems, Stratasys ‘, Voxeljet ed ExOne, hanno fatto registrare profitti positivi ma non quanto gli investitori avevano sperato. Molti analisti (un numero sospetto di loro) hanno denunciato che c’era una bolla finanziaria nel settore della stampa 3D, ma, quando si parla del mercato azionario in generale, dire che c’è una bolla è un po’ come dire c’è un cane nel canile.

Personalmente penso che fosse solo una speculazione finanziaria. Così come io – che non so nulla – ho pensato che le scorte fossero troppo alte, così hanno fatto altri investitori più rilevanti, che hanno venduto grandi quantità di azioni facendone crollare il valore.

Autodesks-Spark-3D-printerIl loro valore è rimasto basso, relativamente parlando (per capitalizzazione di mercato le società di stampa 3D sono ancora valutate molte volte i ricavi annui delle società), e il declino è rimasto inesorabile fino a poche settimane fa, quando hanno cominciato di nuovo a far registrare piccoli guadagni. Nel frattempo ne ho approfittato per comprare un paio di titoli in più correlati alla stampa 3D, come Autodesk (soprattutto dopo che Carl Bass ha annunciato la propria stampante 3D SLA), Proto Labs e Alphaform, che sono rispettivamente un grande società di prototipazione rapida e un importante servizio di stampa 3D tedesco che sta iniziando ad aprirsi al mercato consumer. Anche Arcam Metals e Renishaw sono quotate ma su indici a cui è un po’ più difficile accedere se non sei almeno un po’ esperto nel mercato azionario.

Poi, tutto ad un tratto, la scorsa settimana c’è stata una corsa al rialzo, che mi ha fatto tornare più o meno al punto in cui avevo iniziato lo scorso settembre. Perché è successo? Nessuno ne è del tutto sicuro, probabilmente è stato per una combinazione di eventi. Una possibilità è che il lento accumulo che ha avuto luogo su un periodo di circa due mesi ha portato i grandi gruppi di investimento a scommettere di nuovo sulla stampa 3D. Un altro è che, mentre molti pensavano che il boom di stampa 3D consumer sarebbe morto come una moda passeggera, questo non sta accadendo.

materialise-rings-the-bell-at-nasdaq-1Potrebbe anche essere a causa delle voci che riportano di un interesse da parte di colossi come IBM e HP a rilevare 3D Systems. Investors.com ha teorizzato che le azioni sono salite perch gli short sellers (quelli che scommettono contro sul ribasso vendendo azioni prese in prestito e acquistandole in seguito) hanno avuto paura di bruciarsi (questo è probabile, ma mi sembra che sia più un effetto che una causa).

Altri possibili driver della crescita possono essere correlati all’IPO di Materialise (di, tra l’altro, si vociferava dallo scorso novembre), e a un annuncio da parte degli scienziati di Harvard, Stanford, MIT e dell’Università di Sidney Università, che sono riusciti a biostampare in 3D un tessuto completamente vascolarizzato, uno dei maggiori ostacoli bioprinting di organi artificiali. Anche se significativamente diversi, i problemi del bioprinting sono molto legati a tutti gli altri processi di stampa 3D. Per tutti, il singolo limite più determinante è la produzione multi-materiale: vascolarizzare significa che gli scienziati sono riusciti a stampare in 3D usando contemporaneamente materiali differenti. La (non necessariamente corretta) assunzione potrebbe essere che, se è possibile farlo gli organi, si può stampare anche uno smartphone.

Questo potrebbe o meno essere essere vero, ma i picchi e i crolli della stampa 3D sono tutt’altro che finiti. Altre aziende presto annunceranno nuove IPO e sospetto che la corsa sulle montagne russe sia solo all’inizio. Non sarà per i deboli di cuore, ma, se state leggendo sapete – come me – che il futuro è stampato in 3D. E vi siete già preparati per la lunga distanza.

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