La NASA sta sviluppando la Manifattura Additiva Multimetallo

Se amate le sigle che descrivono le tecnologie di stampa 3D presto ce ne potrebbe essere una nuova: RDAM, Radiant Deposition Addtive Manufacturing, e, se lo fa quello che il Jet Propulsion Lab (JPL) della NASA pensa che possa fare, cambierà radicalmente il volto della stampa 3D dei metalli. Lo farà introducendo la possibilità creare parti costituite da molteplici leghe metalliche, cioè singoli componenti in cui le diverse parti sono composte da diversi materiali metallici.

RDAM 1

I ricercatori del JPL, insieme al California Institute of Technology di  Pasadena e all’University Park della Pennsylvania State University hanno pubblicato uno studio su Nature Scientific Reports intitolato “Developing Gradient Metal Alloys Through Radial Deposition Additive Manufacturing” in cui descrivono una tecnica di stampa in 3D che consiste nel depositare strati di metallo su un’asta rotante, facendo in modo che le polveri metalliche si spostino dall’interno verso l’esterno, piuttosto che aggiungere strati dal basso verso l’alto. Un laser fonde le polveri metalliche per creare gli strati.

“Stiamo prendendo un processo di stampa 3D standard e combinando la possibilità di cambiare il tipo di  polvere di metallo al volo durante il processo di stampa”, ha spiegato Douglas Hofmann, ricercatore in scienza dei materiali e metallurgia al JPL e Caltech . “In questo modo saremo sempre in grado di cambiare la composizione del materiale.”

img 1Le implicazioni di questa tecnologia sono enormi, soprattutto in un settore avanzato come l’esplorazione spaziale, dove è fondamentale riuscire a produrre parti complesse come singoli componenti, in grado di garantire una maggiore resistenza durante le missioni spaziali a lungo raggio, in cui non è possibile effettuare riparazioni.

Con l’RDAM gli ingegneri potranno sviluppare componenti che hanno diverse composizioni, per esempio, oggetti che abbiano un’elevata temperatura di fusione ai bordi e bassa densità al centro, o che siano magnetici a una estremità e non all’altra. La stessa cosa potrebbe essere realizzato saldando insieme parti separate parti diverse ma la saldatura si tradurrebbe inevitabilmente in una debolezza strutturale.

RDAM-2

Sebbene le applicazioni di questa tecnologia potranno un giorno trovare la loro strada in altre applicazioni più “terra terra” nell’industria aerospaziale commerciale e automobilistica, ci vorranno ancora alcuni anni. Attualmente la maggior parte delle aziende che operano in questi settori non ha ancora cominciato a scalfire la superficie delle possibilità offerte dalla sola stampa 3D dei singoli metalli. Eppure succederà: stamperemo in 3D molteplici leghe metalliche in un unico pezzo e conquisteremo lo spazio.

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