Il mondo di 3D Hubs cresce ma Milano resiste al primo posto per stampanti 3D

Il Co-fondatore di 3D Hubs Bram de Zwart non stava scherzando sulla crescita esponenziale del network: il nuovo rapporto peri l mese di agosto contiene molte informazioni che ci offrono un vero e proprio spaccato dello sviluppo della stampa 3D a livello consumer e che, tra i molti spunti, mostrano anche che Milano è ancora la città al mondo con più stampanti 3D registrate, superando New York (che però sta crescendo moltissimo) 108 a 107.

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Nel complesso emerge che il sogno di manifattura distribuita di 3D Hubs è più vicino di quanto si potesse pensare: il primo dato da considerare è il pannello di utenti su cui l’azienda olandese basa i sui dati: si compone di 6.377 stampanti 3D installate a livello globale, a 67 settimana dalla nascita del servizio. Se confrontato con il numero di stampanti 3D registrate alla settimana 15, cioè un anno fa – la crescita risulta pari al 2.000%: crescita esponenziale, appunto.

Un altro dato interessante che emerge è che gli utenti 3D Hubs hanno valutato il sistema Projet 660 di 3D Systems come il migliore in termini qualitativi, superando la Form 1, dimostrando che un numero crescente di realtà professionali sta iniziando a usare la rete di 3D Hubs e che gli utenti apprezzano questa evoluzione.

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Detto questo, 3D Hubs presenta un quadro molto accurato delle stampanti 3D presenti sulla sua rete. e che in questo quadro sistemi come la Replicator 2 e la Ultimaker 2 del MakerBot sono molto più comunemente utilizzati di altri sistemi più business oriented.

Tuttavia, l’attuale dominio globale di MakerBot è evidente. I suoi sistemi combinati (l’Original, la Fifth Gen, la Replicator 2 e la 2X Replicatori) rappresentano un totale di 1.206 Hub (quasi un quinto di tutte le stampanti 3D Hubs). La Replicator 2 ha la quota maggiore negli Stati Uniti e in Asia Pacifica, mentre la Replicator 2X è prima in Sud America. L’unica eccezione rimane l’Europa, dove Ulitmaker conduce ancora con la sua Original e, insieme alla nuova Ultimaker 2 al terzo posto, mantiene una quota di 18,6%.

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Un grafico molto interessante è quello che descrive la crescita dei sistemi. Al momento vede al primo posto il sistema Da Vinci 1.0 da XYZ, a dimostrazione che la strategia a basso costo (con filamento dedicato) funziona. La 5th Gen di MakerBot qui è in crescita del 22,2%, ma ha perso 2 posizioni, superata dall’Afinia H480 (l’ex Up) e la stampante 3D Robo. La prima stampante 3D italiana è la NG di Sharebot, che ha ceduto diverse posizioni ed è ora al decimo posto (in attesa delle novità in arrivo).

La maggior parte degli altri grafici rimangono piuttosto stabili, con Stratasys (proprietaria di Makerbot) primo costruttore e Milano, come detto, prima città davanti a New York City 107. Stabile anche la tabella dei colori, con il bianco e nero prendendo la metà della torta (anche se gli altri colori sono in crescita).

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Un ultimo dato interessante è che, mentre i primi categorie gli articoli più stampati sono sempre i “modelli in scala” e i” prototipi”, il costo medio per i lavori di stampa 3D consumer – come le categorie definite “art/fashion” e “gadget” – sono scesi in modo significativo, rispettivamente, da 47,3 a 37,9 (-19%) dollari e da 44,2 a $ 28,7 dollari. Questo significa che gli oggetti di consumo vengono stampata a prezzi più bassi e più spesso. E questa potrebbe essere la notizia più importante di tutte per il futuro della produzione distribuita.

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