Il Fab Lab Venezia stampa Pechino in 4D, per 35 metri, attraverso i secoli

Secondo il consenso generale, il termine “stampa 4D” descrive un oggetto stampato in 3D che continua a evolversi dopo che si è concluso il processo di stampa. Questo potrebbe significare che cambia forma, che si muove o forse anche che interagisce con altri oggetti attraverso sensori elettronici integrati. Un altro modo per stampare in 4D potrebbe essere quello di stampare in 3D qualcosa che si è evoluto nel tempo. Questo ha fatto il Fab Lab Venezia, in collaborazione con il produttore di stampanti 3D WASP, per il progetto”Across Chinese Cities – Beijing”, un modello architettonico gigantesco esposto all’ultima Biennale d’Arte di Venezia.

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A parte la curiosità del 4D, il progetto si è rivelato impressionante e ha stabilito un record anche solo per la creatività 3D in generale, con l’intero modello architettonico che misura oltre 35 metri lineari. Osservandolo si può subito notare la Città Proibita che rimane sostanzialmente invariata per secoli, mentre gli edifici circostanti si evolvono da piccole capanne a case più grandi e infine a enormi grattacieli.

Il modello, in scala 1:500, riproduce l’asse sud-nord di Pechino e la trasformazione della città in cinque periodi storici: la fondazione della città-nella-città di Dashila nel 1488, la costruzione del distretto di Chang Xiang nel 1914, l’inaugurazione di Piazza Tian’anmen nel 1958, il primo centro commerciale nel 1992 e Pechino oggi, nel 2014

L’esperienza architettonica dei fondatori del Fab Lab Venezia è stata fondamentale per capire come svolgere un lavoro di questa portata, qualcosa che nessuno aveva veramente mai fatto lasso periodo di tempo così breve. “Abbiamo accettato il lavoro perché era una sfida così affascinante”, mi ha detto Elia De Tomasi, co-fondatore del Fab Lab e Corporate Director / Techincal Assistant, che ho incontrato al recente Maker Faire di Roma.

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“Tuttavia – ha proseguito – non sapevamo se saremmo davvero riusciti a portarlo in porto. Per fortuna ce l’abbiamo fatta, con un grande aiuto da WASP e dai proprietari di macchine WASP che ce le hanno date in prestito. Le stampanti 3D hanno lavorato giorno e notte, perfettamente e senza alcuna interruzione, nel nostro laboratorio. Ora abbiamo molti altri progetti in cantiere fino alla nostra apertura ufficiale al pubblico a settembre.”

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A differenza di altri FabLabs, quello di Venezia è partito fin dall’inizio come società, uno studio di architettura che utilizza e mette a disposizione tutti gli strumenti della rivoluzione della produzione personale. L’obiettivo è di sviluppare grandi progetti e guadagnare abbastanza soldi per sostenere la crescita e di avere i mezzi per coinvolgere a aiutare sempre più persone a unirsi alla rivoluzione della manifattura.

Sponsorizzato dallo Zendhai Group di Shanghai e organizzato dalla Beijing Design Week insieme DONTSTOP Architettura, uno studio con sede a Milano, il progetto di Pechino stampato in 3D, include centinaia di edifici e modelli ancora più in miniatura di persone e di oggetti grandi e piccoli. Solo pochi anni fa sarebbe stato impossibile costruirlo a causa di vincoli temporali e per il costo di macchine e materiali, oggi ha potuto essere realizzato con una serie di stampanti 3D desktop, ma non per questo risulta meno impressionante, anzi.

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