3D Hubs e la rivoluzione della manifattura che parte dal design distribuito

Immaginate un futuro dove tutta l’elettricità proviene dai pannelli solari sul tuo tetto, il cibo è consegnato a mano (o con droni) da agricoltori locali e le cose di tutti i giorni sono prodotte da una stampante 3D nel tuo quartiere. Questi oggetti sono pensati in base ai tuoi bisogni, alla tuapersonalità e realizzati solo nel momento in cui ne hai bisogno. La “spedizione” diventa una veloce passeggiata verso lo stampatore dietro l’angolo.

albert

Quando più di un anno fa ho abbracciato l’avventura di 3D Hubs tutto questo mi sembrava un futuro magnifico, difficilmente realizzabile. Infatti, ingenuamente, vedevo 3D Hubs più come un mezzo che cambiava radicalmente la produzione degli oggetti, connettendo chi volesse stampare in 3D con chi avesse una stampante in zona. Vedevo insomma la piattaforma come solo una forma di intermediazione.

In realtà la più grande innovazione che 3D Hubs porta nella nostra economia è la possibilità per un brand di poter disegnare qualcosa, per esempio a New York, e vedere stampato il design in tutto il mondo da migliaia di fabbriche personali: le stampanti 3D.

Oggi abbiamo la possibilità di distribuire i primi design grazie alla nostra rete di stampanti, che conta al momento più di 8.000 hubs. Stiamo lavorando ad un futuro in cui la produzione di massa sarà rimpiazzata da community locali che disegnano e realizzano prodotti di uso quotidiano.

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Il design che ora stiamo producendo e distribuendo in maniera capillare in tutto il mondo è una serie di puzzles 3D chiamata Lock Nesters. L’idea appartiene a Fleet Hower, un designer newyorkese da sempre amante delle nuove tecnologie. La peculiarità dei puzzles è il tassello da cui sono formati, un tassello tridimensionale opera di un algoritmo particolare. La collezione consiste in sei puzzles 3D che variano da una difficoltà da 5 a 185 pezzi. Saranno possibili oltre 100 combinazioni di colore, i puzzle potranno essere ordinati a questo link.

Sia noi di 3D Hubs sia Fleet abbiamo una speranza: vedere il cliente influenzare il design del prodotto finale. In questo caso personalizzando la forma del puzzle, magari con il proprio busto.

george

Da italiana non vedo l’ora di vedere oggetti “designed in Italy” stampati in tutto il mondo, lasciando al cliente la personalizzazione finale. Grazie a 3D Hubs, ovviamente 😉

meet_locknesters_02

Ciao e buona serata!

Simona*

*Testo a cura di Simona Ferrari, Community Support IT, che in occasione del lancio dei nuovi design di 3D Hubs ha accettato di raccontare in prima persona la sua esperienza nel team di una delle più interessanti giovani realtà nel panorama mondiale della stampa 3D.

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