Credete che la stampa 3D sia snobbata dai “veri” artisti? Guardate qui

Recentemente ci siamo confrontati con un assessore alla cultura di una piccola città piemontese con un ricco patrimonio culturale e lei era inizialmente molto dubbiosa circa l’uso delle tecnologie di stampa 3D nel mondo delle arti tradizionali come la pittura o la scultura. Dopo aver visto le foto di alcune sculture stampate in 3D dal 3D printshow di Londra ha iniziato a essere più possibilista e la recente partnership tra il produttore di stampanti 3D WASP e l’affermato pittore e scultore Nicola Samorì, per una mostra al Museo dell’Arte Contemporanea di Lissone (provincia di Monza-Brianza), probabilmente le farà cambiare definitivamente idea.

nicola samori paintingNicola Samorì è un pittore di successo e un artista completo. Si è sempre considerato un artista, sin dalla più giovane età, e ha molta fiducia nei propri mezzi. Il suo lavoro è apprezzato in tutto il mondo e lui, come molti artisti, è sfuggente e misterioso. Tuttavia non ha paura di confrontarsi con nuove forme di espressione e per la sua prima mostra di scultura “Intus – Cristalli di Crisi”, non ha esitato a esplorare le possibilità offerte dalla stampa 3D.

I dipinti di Samorì sono caratterizzati da linee estremamente intense, figure sistematicamente destrutturate ispirate ai dipinti del Rinascimento. Questo dà alle sue opere un senso di disturbo e fa dei suoi dipinti dei capolavori senza tempo. Ha lavorato con WASP per trasformare la forza di queste immagini in una scultura fisica: il corpo senza testa di un uomo nudo, lungo all’incirca due metri e mezzo. La statura è una replica di un piccolo modello di cera che è stato modellato dall’artista.

La difficoltà maggiore è stata nel replicare con successo il senso di torsione su una scala di due metri e mezzo, che dà l’impressione che il corpo sia stato contorto da due mani di dimensioni gigantesche. Per fare questo WASP ha prima scansionato in 3D il pezzo originale che è stato poi scalato. L’oggetto è stato quindi sezionato in tanti pezzi che erano ancora grandi abbastanza da riempire completamente l’area di stampa di 400 x 600 mm della più grande stampante 3D commerciale di WASP, la DeltaWasp.

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Tutte le parti sono poi state saldate dall’artista utilizzando filamenti di PLA, prima di concentrarsi sulla finitura superficiale. Ciò è stato fatto attraverso l’uso di fiamme dirette e spazzole di ferro o con l’aggiunta di cera fusa. Il pezzo finale appare come una scultura in pietra di 100 Kg e tuttavia può essere sollevata facilmente. “Un materiale interessante”, ha commentato Samorì dopo aver completato il lavoro. A quanto pare non sarà la sua ultima impresa in stampa 3D, sarebbe impossibile, per un artista di talento e così prolifico, di smettere di giocare con questo nuovo giocattolo, ora che ha cominciato a scoprire che cosa può fare per la sua espressione creativa.

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