HP: nuova stampante 3D, nuova tecnologia e nuovo sistema creativo

Dopo mesi di voci e rumors è arrivata. Ieri (29 ottobre) è stata una data storica, la data in cui Hewlett Packard, il colosso del mondo digitale e della stampa 2D, ha annunciato il passo successivo: l’entrata – per la porta principale – nel mondo della creatività 3D. Come riporta Andrew Wheeler su 3Dprintingindustry.com, durante un evento che si è tenuto a New York, HP presentato la sua nuova stampante 3D, che userà la nuova tecnologia proprietaria Multijet Fusion (MJF) e che sarà fino a 10 volte più veloce delle attuali stampanti 3D in commercio.

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La stampante non arriverà sul mercato fino al 2016 (non si sa se all’inizio o alla fine ma forse lo sapremo al prossimo Euromold) ma allo stesso tempo l’azienda ha presentato altri prodotti che serviranno per realizzare la sua visione di un mondo in cui la realtà fisica e quella virtuale saranno sempre più fuse insieme: se da una parte Autodesk ha presentato la piattaforma software Spark per lo sviluppo open source della sua stampante SLA, HP ha presentato una piattaforma di sviluppo aperto per lavorare in modo condiviso sui nuovi materiali e sulla nuova tecnologia.

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Oltre a essere 10 volte più veloce di qualsiasi tecnologia attualmente in commercio (se paragonata alla Projet 660 di 3D Systems questo vorrebbe dire quasi 25 cm in asse Z all’ora, una vero e proprio balzo tecnologico in avanti) la stampante 3D di HP promette nuovi livelli di qualità, resistenza e durabilità delle stampe. Il sistema proprietario di stampa multi-agente utilizzerà la struttura termica a getto d’inchiostro per applicare simultaneamente agenti liquidi che permetteranno di formare componenti stampati più uniformi. Ecco cosa promette di fare HP (l’articolo continua sotto)

Visto e considerato che oltre a computer (2D e 3D virtuale) e stampanti 2D, HP produce anche scanner 2D, non poteva mancare una seconda parte alla presentazione una che – giustamente – arriverà sul mercato già questo novembre, ben prima della stampante 3D, e che permetterà di facilitare enormemente il processo di acquisizione e modifica dei dati 3D: si chiamerà Sprout e sarà una piattaforma immersiva che lancerà il progetto di HP nel campo del “Blended Reality ecosystem”.

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Sprout by HP combinerà la potenza di calcolo di un personal computer con un’interfaccia immersa e accessibile che unirà scanner, sensori di profondità, videocamera ad alta definizione e un proiettore in un singolo sistema che permette di portare gli oggetti dalla realtà fisica a quella virtuale in modo fluido, creando uno spazio lavorativo e collaborativo virtuale: in pratica si tratta dell’evoluzione e dell’unione di molte delle attuali tecnologie di scansione 3D, realtà virtuale e realtà aumentata in un unico prodotto.

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“Siamo agli albori di un’era trasformata dei computer e della stampa”, ha detto Don Weisler, executive vice president della divisione Printing & Personal Systems (PPS) di HP. “La nostra abilità di creare tecnologie per “miscelare” la realtà ridurrà le barriere tra il mondo digitale e quello fisico, permettendo di esprimere noi stessi alla velocità del pensiero, senza filtri e senza limiti. Questo ecosistema aprirà nuove categorie di mercato che definiranno il futuro, dando alle persone il potere di creare, interagire e ispirare come mai prima d’ora.”

Sono frasi che abbiamo sentito altre volte, ma mai prima d’ora queste promesse ci sono sembra così dannatamente concrete.

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