Una mostra a Milano per pianificare il futuro dell’Africa con la stampa 3D

La stampa 3D cambierà il mondo del futuro ma ciò che può già fare oggi è aiutarci a capire meglio come ciò avverrà, ad esempio attraverso studi di architettura ed esplorazioni tecniche. La mostra Africa. Big Change Big Chance, che si tiene presso la il Design Museum della Triennale di Milano dal 15 ottobre di Milano al 28 dicembre, applica questo concetto al continente africano, descritto come uno dei luoghi al mondo in cui si stanno verificando i più grandi cambiamenti in termini di crescita demografica e urbanizzazione.

La mostra esplora decine di concetti architettonici presenti in molte città africane che, entro il 2030, ospitaranno collettivamente una popolazione di 748 milioni di persone, più dell’intera popolazione europea. Per farlo, IUAV, l’Università di Architettura di Venezia, ha collaborato con il principale produttore italiano di stampanti 3D, Sharebot, per creare rappresentazioni fisiche dei modelli presentati.

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La mostra, che racconta del cambiamento (Change) in atto, presenta soluzioni architettoniche tra cui il ”modernismo tropicale” come la possibilità (Chance) di guidare il continente africano in una nuova idea di modernità sostenibile, attraversando regioni e confini specifici per affrontare tutte le questioni in modo più ampio ed esaustivo. Le sezioni della mostra si concentrano in particolare sui casi più significativi di megalopoli come Lagos, Maputo, Nairobi e Il Cairo, ma riproducono anche le infrastrutture e le strutture utilizzate per sfruttare le risorse naturali, aumentare la produzione di energia e fermare la desertificazione.

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Presentare quasi 100 modelli architettonici perfettamente riprodotti non sarebbe mai stato possibile senza uno sforzo coordinato di co-creatività attraverso la stampa 3D. Sharebot ha fornito i suoi sistemi NG alla IUAV per costruire la maggior parte dei modelli, con un contributo significativo proveniente anche da Fab Labs e laboratori di digital manfacturing in tutta Italia (Fare a Milano, FabLab Milano, FabLab Ivrea, Spazio Yatta, Fab Lab di Settimo Torinese, TalentLab Civitas Vitae a Padova, Verona Fab Lab, Fab Lab Bergamo e Fab Lab Biella). Anche il franchising 3DiTALY e lo studio MADesign hanno contribuito.

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Devo ammettere che visitando la mostra sono rimasto particolarmente colpito dalla qualità complessiva delle opere. Il materiale infografico di una mostra in Triennale, infatti, è orami scontato che sia conforme ai più alti standard, ma le strutture 3D stampate non sfiguravano affatto. Anzi hanno permesso di aggiungere una nuova dimensione alla mostra, rendendola più tangibile e molto più coinvolgente anche per chi, come me, non ha un background legato all’architettura.

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Dopo un rapid giro attraverso i numerosi modelli, sono passato a visitare anche un’altra mostra che era appena stata inaugurata presso la Triennale. SI chiama Mate in Italy, giocando con i termini “Matematica” (matematica) e “Made in Italy”. L’esposizione esplorava i contributi degli italiani nel complesso e affascinante mondo della matematica, qualcosa di cui capisco ancora meno che dell’architettura. Ancora una volta, però, la stampa 3D mi è venuta in soccorso: molte delle figure geometriche più complesse della mostra erano spettacolari strutture sinterizzate al laser. Naturalmente.

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