La Cube Pro apre la strada al sogno di 3DZ e 3D Systems

Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: anche se la nuova Cube Pro di 3D Systems è elegante e stilosa come un iPhone, in realtà è una macchina tosta, costruita per la prototipazione rapida e produzione di componenti meccanici di piccole e medie dimensioni. Non è solo un giocattolo o una gadget con cui divertirsi, è una stampante 3D di livello professionale, che consente di stampare parti e oggetti in PLA e ABS (e presto anche in nylon) con facilità, usando fino a tre colori contemporaneamente, a un prezzo estremamente competitivo.

3DZ, distributore leader in Europa delle stampanti e degli scanner targati 3D Systems, mi ha inviato una Cube Pro da testare e recensire (per poi, purtroppo, rimandarla indietro). Devo ammettere che era più grande e decisamente più pesante (quasi 40 Kg) di quanto mi aspettassi. Me l’hanno consegnata su un piccolo pallet, avvolta e imballata con una serie di accessori. Una volta spacchettata sembra un oggetto arrivata direttamente dal futuro. Si tratta di un cambiamento radicale rispetto al suo predecessore, la CubeX, sia in termini estetici che per la qualità dei nuovi componenti, che assicurano che la Cube Pro sia in grado di stampare per ore e ore, senza mai un passo falso della struttura meccanica H-bot.

3dz_stampante_3d_3dsystems_CubePro

L’unico aspetto che crea qualche difficoltà sono le cartucce per il filamento. Vendere materiali proprietari è l’unico modo per 3D Systems di mantenere il prezzo di una macchina semiprofessionale di questo livello al di sotto dei 2.400 euro (per il modello con singolo estrusore), tuttavia la complessità di utilizzo delle cartucce, che integrano un chip di riconoscimento, è parzialmente compensata dai vantaggi che offrono.

La macchina riconosce la cartuccia: ti dice esattamente quanto filamento è rimasto e, soprattutto, può regolare automaticamente i parametri di temperatura e di estrusione per fare in modo che per avviare una stampa basti premere un pulsante. Tanto più che 3D Systems e 3DZ introdurranno a breve la possibilità di stampare in nylon (naturale, bianco e nero), aprendo una nuova gamma di possibilità in termini di caratteristiche di resistenza meccanica e termica degli oggetti stampati. Tutto questo ha fatto della Cube Pro un immediato successo commerciale, con 70 macchine consegnate nei primi giorni di disponibilità, come ci rivelato l’Ing Marco Panizzoli, amministratore delegato di 3DZ Brescia. “L’obiettivo che ci siamo posti – aggiunge – è di arrivare a 200 macchine installate entro il 31 dicembre di quest’anno.”

cube box

3DZ consegna la Cube Pro con tutti gli accessori accuratamente imballati in scatole  più piccole: due per il filamento, uno per il set di attrezzi, una per il bidoncino del filamento estruso (che viene utilizzato per pulire automaticamente l’ugello dopo la prima estrusione), e uno per il piano in vetro. Impostare il computer interno attraverso lo schermo touch LED a colori, è la parte più facile. Il piano di stampa si regola autonomamente, e l’area di stampa chiusa rende possibile (e sicuro) per realizzare oggetti di grandi dimensioni in ABS anche senza l’utilizzo di un piano riscaldato.

cube lives

Preparare la macchina è semplicissimo. Si può accedere alla stampante 3D sia dalla parte superiore, attraverso la botola rimovibile, che dalla “porta principale”, e tutti i componenti possono essere assemblati con facilità. Il ricettacolo per il filamento estruso si posiziona sulla la parete posteriore della macchina, mentre il piano di stampa deve semplicemente essere appoggiato sulla piastra metallica che lo supporta. La Cube Pro integra la connettività WiFi, da impostare direttamente dal pannello LCD, proprio come fareste con un nuovo iPhone. Aggiungere le cartucce di filamento è leggermente più complesso: bisogna spingere il filo di termoplastica nei tubi di plastica che lo conducono al motore dell’estrusore, prima di fissare la cartuccia in posizione.

Copia di Filament

3DZ e 3D Systems offrono una ventina di colori sia in ABS che in PLA, e con la Cube Pro in versione Trio, così come con la precedente Cube X Trio, se ne possono usare fino a tre contemporaneamente nel triplice sistema di estrusione. L’ecosistema Cube Pro fa in modo che la parte più complessa della stampa 3D multi-colore sia in realtà la progettazione digitale dell’oggetto ma, una volta che l’avete creato (o che l’avete scaricato dal network Cubify), la macchina esegue semplicemente le vostre istruzioni digitali. Per cominciare, ho optato per una stampa monocolore, un vaso che ho disegnato io stesso usando il software parametrico sperimentale Shapeshifter di Autodesk. Inutile dire che la Cube Pro l’ha stampato perfettamente, avendo impostato strati di 70 micron, la massima risoluzione possibile.

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Anche se sufficientemente accessibile e completo, il software gratuito Cube Pro, che serve per preparare il file, convertendolo nel formato .cubepro letto dalla stampante, potrebbe essere migliorata, in particolare dal punto di vista dell’interfaccia grafica. La stampante, in effetti, è molto più bella del suo software, e se questo aspetto, in effetti, va a dimostrare che 3D Systems è più concentrata sulla concretezza, è anche vero che si scontra con l’intenzione dichiarata della società, che vorrebbe cercare di raggiungere il pubblico più vasto possibile, un pubblico consumer che ha bisogno di sistemi digitali estremamente intuitivi e auto-esplicativi.

cube pro software

Tuttavia il software Cube Pro fa tutto ciò che deve fare: permette di impostare il tipo di stampante 3D e anche di collegarla in modalità wireless. Si possono selezionare il colore e il tipo di filamento e decidere quale (o quali) si desidera utilizzare per la stampa nella schermata “build”, dove potrete anche scegliere se inserire o meno il raft, il tipo di supporti (punti o linee) e che pattern di stampa seguire (linee, diamanti o ad alveare). Nella sezione “Impostazioni avanzate” è possibile impostare lo spessore delle pareti, e lo spessore degli strati esterni inferiori e superiori.

cube pro

Una volta che il file si trova sul piano di stampa virtuale, tutto quello che dovete fare è seguire le istruzioni e attendere. La macchina indica quando applicare la colla sul piano di stampa e mette a disposizione il tempo necessario per farlo, chiedendo solo di riavviare la stampa mentre riscalda i suoi “getti”. Questo perché la tecnologia di 3D Systems si chiama “Plastic Jet Printing” (PJP), che significa che l’estrusore viene considerato come un sistema di “iniezione” di filamento plastico.

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Dopo la prima stampa la Cube Pro ha continuato a lavorare praticamente non-stop per due settimane senza alcun errore o complicazione meccanica. Naturalmente 3DZ offre un’assistenza completa ai clienti. Per me l’unico “problemino” è avvenuto intorno alla mezzanotte del secondo giorno, quando la mia vicina di casa ha minacciato di uccidermi se non l’avessi spenta immediatamente. La macchina non è molto silenziosa ma è anche vero che le pareti di casa mia sono estremamente sottili e che la sua camera da letto si trova proprio accanto al mio soggiorno. Visto che mancavano ancora alcune ore prima di terminare il lavoro di stampa, l’ho messa in pausa per tutta la notte e, quando l’ho riavviata la mattina dopo, ha ricominciato esattamente da dove si è fermato.

Forse manca ancora un po’ di tempo per realizzare il sogno di 3D Systems di una stampante 3D in ogni casa, ma con la nuova Cube Pro l’azienda si è sicuramente avvicinata alla realtà di una stampante 3D in ogni realtà professionale.

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