Il primo organo stampato in 3D sarà pronto nel 2015

jq-fvyCw78C2bX3y4QLB0_gqmFUHsT0syy4lrCuhK4IDi solito, quando si parla di medicina e stampa 3D, ci si riferisce principalmente alla possibilità di creare organi sintetici completamente funzionanti da impiantare all’interno di un essere umano. E ancor più spesso, questa nuova frontiera della medicina risulta una sorta di miraggio lontano nel tempo, possibile solo in futuro. Ebbene, le cose stanno un po’ diversamente: il primo organo stampato grazie alle tecnologie di 3D printing è infatti ormai una realtà, e sarà pronto molto presto.

MNQIgQetCNY1Xaml64W5g6X834X2-cC93b-8q5sPmIwPiù precisamente, durante il 2015, e nel caso ve lo stiate chiedendo si tratta di una tiroide: il progetto è frutto del lavoro di 3D Bioprinting Solutions, nome che di sicuro non sarà nuovo a chi segue da vicino lo sviluppo di questo particolare settore. La società russa, con base a Skolkovo, è nata proprio con lo scopo di sviluppare tecnologie di “bioprinting”, fissandosi come obiettivo finale quello di realizzare organi stampati in 3D e completamente funzionanti – in grado, cioè, di essere trapiantati senza problemi nel corpo umano sostituendo quelli originali senza alcun problema. Ed ora, dopo anni di lavoro, il sogno sembra sul punto di trasformarsi in realtà, come ha spiegato la Marketing Manger di 3D Bioprinting Solutions, Julia Smirnova: «Abbiamo intenzione di stampare la tiroide artificiale per marzo 2015. Ovviamente, avremo però bisogno di un periodo di test in-vivo per verificare le funzionalità e l’efficacia del nostro costrutto. Questa fase richiederà un po’ più di tempo, probabilmente fino alla fine del prossimo anno». Insomma, entro Natale 2015 ci sono buone probabilità che il primo organo stampato in 3D sia una soluzione utilizzabile dai medici.

mSQS6YPTJ85C7OqP_Tydsp1HWnDXid5XqS3U2Vvg4uIUna dimostrazione lampante della velocità con cui si sta muovendo 3D Bioprinting Solutions nell’intricato mondo della stampa 3D: solo lo scorso ottobre, la società aveva presentato la sua prima “biostampante” in grado di creare costrutti tramite dei particolari bioinchiostri – idrogel a base cellulare o filamenti sferoidi. E ora, eccola già pronta a stampare il suo primo organo completo, anche se la strada da percorrere è ancora molta: perché infatti la tiroide idealmente rappresenta il primo gradino di una scala che, col tempo, porterà allo sviluppo di una nuova medicina, basata sull’impianto di organi complessi stampati in 3D. La ghiandola tiroidea, con la sua struttura piuttosto semplice, è perfetta per come primo esperimento, ma 3D Bioprinting Solutions ha obiettivi più lungimiranti, che ovviamente comprendono la creazione di organi molto più complessi – e più importanti. Per esempio, stampare un girono persino reni e fegati artificiali: «Molti esperti delle tecnologie biorpinting sostengono che non sarà possibile stampare organi come i reni o il fegato per almeno 15 anni», ha spiegato Julia Smirnova. «Noi però pensiamo di riuscire in quest’impresa molto più velocemente e con risultati soddisfacenti. Abbiamo anche visto che sempre più team scientifici stanno utilizzando il bioprinting, con approcci sempre più rivoluzionari per lo sviluppo di questa particolare tecnologia».

Impossibile alo stato attuale delle cose dire se veramente sarà necessario aspettare fino al 2030 per avere organi complessi stampati in 3D, o se veramente il mondo del bioprinting si sta sviluppando così velocemente da poter consentire il raggiungimento di tali obiettivi in tempi insospettabilmente brevi. Visto i risultati fin qui ottenuti da 3D Bioprinting Solutions sin dalla sua nascita, non ci sarebbe da stupirsi, ma in casi simili è sempre doveroso mantenere una certa cautela; dopotutto si tratta della salute delle persone, e di una possibile rivoluzione nel campo medico, quindi è sempre consigliabile evitare di alimentare aspettative che potrebbero finire con l’essere disattese.

Tutto ciò che possiamo fare è attendere i risultati dei primi test effettuati con la tiroide stampata in 3D, che se dovessero – come tutti noi speriamo – dare esiti impeccabili, potrebbero segnare l’inizio ufficiale della nuova frontiera della medicina.

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