Di corsa per Euromold, ecco tutto quello che ci si poteva perdere

Quest’anno sono andato a Euromold di corsa. Dopo quasi un mese in giro per il mondo tra New York, Israele e Londra, a visitare aziende e conferenze di stampa 3D (alcune le ho già raccontate, altre arrivano nei prossimi gironi) sono arrivato alla più importante fiera di macchinari industriali al mondo solo al terzo giorno, giovedì, e venerdì per una di quelle solite coincidenze, mi zio che era a Mannheim per lavoro (a mezz’ora da Francoforte) mi ha offerto un passaggio a Milano nella Range Rover Evoque del suo socio, e non ho potuto rifiutare.

Così mi sono fatto Euromold correndo. Non ho neanche dato più di uno sguardo alle due hall dei macchinari tradizionali e, anche se nessuno mette in dubbio che l’industria siano loro, semplicemente non sono interessanti. Non c’è nulla da fare. Anche se sono digitali, anche se sono robotizzati, gli stampi a iniezione sono noiosi. E lo stesso vale (anche se meno) per i macchinari sottrattivi e i robot Delta. C’è semplicemente qualcosa di magico nell’idea di creare un oggetto finito o quasi finito dal nulla. Questa è la ragione per cui la stampa ci ha entusiasmato e continua a farlo. Tanto più che sempre più gente sembra pensarla così, visto che nelle due hall della manifattura tradizionale sembrava un mortorio (e sembrava anche che ci fossero meno aziende dell’anno scorso) mentre tutto l’entusiasmo era intorno alle stampanti della hall 11.

Come sempre c’è chi si è lamentato della mancanza di novità. In effetti è vero, non ci sono state novità eclatanti ma, visto come è andata a finire lo scorso anno, con il crollo del valore delle azioni poco dopo la fiera, quando molti grandi annunci non hanno dato i risultati sperati, decisamente meglio così. Quest’anno le aziende hanno voluto consolidare le loro posizioni, aggiungendo nuovi sviluppi e nuove funzionalità alle tecnologie e alle macchine esistenti e concentrandosi sull’idea di soluzione completa per la creazione di oggetti e prototipi finiti. E poi di novità e anche di nuove tecnologie e annunci affascinanti ce ne sono state eccome, bastava andare a guardare un po’ più a fondo della superficie.

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O magari un po’ più in alto. Per esempio il primo oggetto che ha attirato la mia attenzione è stato allo stand di SLM Solutions, che ha mostrato il prototipo del Rover Asimov R3C stampato in 3D che partecipa al Google Lunar X Prize e che un giorno potrebbe addirittura sbarcare sulla Luna.

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Poi è toccato al Franhofer Institute, che mostrava moltissime novità. I ragazzi dell’Istituto tedesco sono stati simpaticissime e gentilissimi e mi hanno mostrato alcuni dei progetti a cui si dedicano. Quello qui sopra fa parte di un sistema di desgin parametrico che stanno sviluppando. Il giorno precedente Fraunhofer ILT (quelli di dedicano allo sudio e allo sviluppo dei laser) aveva annunciato una nuova tecnologia di laser melting “multispot”, senza scanner e nettamente più veloce di quelle attuali.

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Non poteva poi mancare il booth della Arte (Shapify) ma quello lo conosciamo già bene, anche se era la prima volta che lo vedevo dal vivo.

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Anche la Big Rep One fa sempre la sua figura vista dal vivo. Tanto più che ora l’azienda ha anche ottenuto un finanziamento importante e potrebbe finalmente svilupparla fino a renderla non più solo un progetto affascinante ma una macchina che qualcuno potrebbe davvero volersi comprare.

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Poi abbiamo incontrato i nostri amici di DWS, che ci hanno spiegato i vantaggi del nuovo editor NAUTA+ (ve ne parleremo in un articolo che uscirà tra qualche giorno) e ci hanno fatto vedere la nuova DLP, un vero e proprio gioiellino con tutti i componenti fatti in casa (anche quelli del proiettore) per assicurare la massima qualità di stampa (vedere la foto qui sopra per credere). Eppure le nostre domande sono sempre su questa macchina…

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La XFab è sempre più bella e ci fa davvero gola. Maurizio mi ha assicurato che i lavori procedono. Chiaramente allestire ogni aspetto di una nuova fabbrica non è facile ma la XFab sembra decisamente valere l’attesa. Soprattutto se davvero potrà usare tutti (o almeno alcuni) degli incredibili materiali di DWS.

Euromold_2014024Okay, questo non è niente di eclatante ma la perfetta replica del colosseo stampata da ExOne vale decisamente una foto. Tanto più che l’azienda – che usa un sistema di binder jetting per stampare in plastica, metallo e altri materiali oggetti di grandi dimensioni è da poco sbarcata in Italia con una filiale diretta e sta continuando a crescere bene.

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Ecco, appunto. Oggetti di metallo di grandi dimensioni tipo questo.

Euromold_2014030Sempre in team di grandi dimensioni, anche la VX1000 di Voxeljet vale sempre una foto. La novità dell’azienda quest’anno è l’utilizzo di resine fenoliche come binder per le sue stampe in sabbia, sempre all’insegna di un approccio il più possible “green”.

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Non poteva poi mancare un approfondimento sullo spettacolra Bioplotter di EnvisionTEC. Disponibile sia in versione “manufacturer” che nella versione low-cost “developer” (da 70.000 dollari), è in grado di stampare con molteplici materiali pastosi (sia silicone che idrogel organici) anche a temperature diverse.

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Questo, per esempio, è stato stampato in 3D con tre diversi tipi di silicone.

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Questa invece è la Cerafab di Lithoz, una macchina sempre affascinante, visto che è in grado attraverso un complesso processo chiamato LCM (lithography based ceramics manufacturing) di creare oggetti in ceramica ad altissima risoluzione, come questo:

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C’era anche l’anno scorso ma io non mi stufo mai di ammirarlo.

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Quest’anno ci siamo fatti anche una bella chiacchierata con il marketing manager Serena Santoro e i nostri amici di EGS, che hanno mostrato il nuovo scanner a luce verde (Scan Green Light) ad altissima risoluzione che, grazie al software compatibile con touch screen, permette di creare un modello 3D perfetto in pochissimi passaggi.

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Questa qui è stata una delle novità più interessanti e particolari ma non ci si potrebbe aspettare nulla di meno da TNO. Ci ho messo un po’ a fare il collegamento ma la più importante Università tecnica olandese è la stessa che sta collaborando con Barilla allo sviluppo di una stampante 3D per la pasta. Questa nuova tecnologia, invece, è una specie di SLA che però cura gli strati dell’oggetto come un foglio intero, invece che ripassando ogni punto del perimetro dello strato. Al momento è in grado di offrire solo le dimensioni di un foglio A5 nonostante la macchina stessa sia decisamente ingombrante (per assicurare una sufficiente stabilità). Però possono già upgradarla alle dimensioni di un foglio A4.

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L’altra novità significativa era l’enorme numero di stampanti 3D a resina presenti in fiera, evoluzioni soprattutto della tecnologia DLP. Non è chiaro quante di queste fossero in violazione di copyright, anche qualcuna sicuramente lo era. Questa dell’austriaca Way2Production, però era una delle più interessanti visto che presentava un nuovo approccio in grado di eliminare l’effetto peeling.

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Concept Laser non ha presentato novità (se non il fatto che ho conosciuto il CEO della nuova divisione USA). Per scoprire la vera novità dell’azienda tedesca bisognava partecipare alla conferenza organizzata da Wohlers Associates, dove Peter Sanders, il capo dell’R&D di Airbus, ha annunciato che intende stampare 30 tonnellate di componenti in metallo al mese entro il 2018 e che al momento, il 90% dei componenti prodotti dalle divisioni sotto il suo diretto controllo, usano le stampanti di Concept Laser (come la gigantesca XLine 1000): ecco perché di l’azienda Herzog si sta concentrando soprattutto sul produrne sempre di più.

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Questa novità di 3D Systems non poteva certo passare inosservata. La gigantesca (è davvero grande quanto una piccola casa) ProX 400 è in grado di stampare oggetti in metallo con un volume di stampa di 50 x 50 x 50 cm.

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Anche il nuovo 3D Photo Booth 3D Me, che arriverà davvero sul mercato entro dicembre, è una novità importante da 3D Systems, visto che la sua elevatissima accessibilità apre nuovi scenari nel campo delle foto fisiche, uno dei campi di amggior interesse per la stampa 3D consumer.

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In questa foto non si vede benissimo ma questa è una della nuove macchine presentate da Prodways. La nuova azienda francese, che appartiene al Gruppo Gorge, ha presentato le stampanti industriali della serie ProMaker L, basate su una nuova tecnologia DLP fino a 10 volte più veloce e precisa del DLP tradizionale visto che si appoggia su un sistema di LED invece del tipico proiettore digitale e permette di creare oggetti molto più grandi senza sacrificare la risoluzione. L’azienda ha anche mostrato un’altra tecnologia, per la stampanti ProMaker V6000, che permette di creare oggetti usando resine che contengono ceramica o altri materiali sinterizzabili come la zirconia. Dopo che l’oggetto ad alta risoluzione è stato creato via DLP, può essere sinterizzato in modo da sciogliere la resina e sinterizzare la polvere all’interno.

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Bello anche vedere l’imponente X1000 di German RepRap dal vivo, visto che ne avevo già parlato in un articolo qualche tempo fa. L’azienda tedesca è ora davvero in grado di offrire un sistema professionale RepRap. La X1000 dà proprio l’impressione di essere molto solida e professionale, oltre che davvero grossa.

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Dopo aver partecipato per la prima volta a Euromold con uno stand lo scorso anno, quest’anno MakerBot si è concentrata sull’annuncio di nuovi progetti legati soprattutto alle sue stampanti più professionali come la Z18 e al MakerBot Innovation Center, un sistema software per la gestione di “farm” di stampanti 3D destinato soprattutto alle università e agli istituti scolastici che vogliono implementare la stamp 3D con una soluzione efficiente e a basso costo.

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La Form 1 di Formlabs ora è la Form 1+ (ma l’avevamo già vista)

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Spettacolare lo stand allestito da Stratasys per presentare le nuove opere di vari artisti tra cui soprattutto quelle dell’artista della stampa 3D per eccellenza, Neri Oxman, che (come vi racconteremo un un articolo successivo) si è divertita a immaginare delle “seconde pelli” organiche per rendere possibile la vita negli ambienti altamente ostili di altri Pianeti, opere che potevano essere realizzate solo con la tecnologia multicolore e multimateriale polyjet di Stratasys.

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Anche la simpatica Blue Printer, a sinterizzazione termica (SHS), è stata ulteriormente migliorata in termini di performance con la versione M2 (che assomiglia molto alla M1).

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Ed ecco alcuni amici Italiani: Skorpion Engineering, con la sua divisione per il mercato tedesco (di base a Monaco di Baviera), e…

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…Energy Group (AKA MakerBot Italia), con la Lamborghini che Lucio Ferranti ha promesso di farmi guidare (se mi metto in fila con gli altri).

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Non potevano mancare un po’ di mini-me monocolore (questi sono in filamento)…

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… e a colori (c’ è anche in cane perché sono stati fatti un un booth fotogrammetrico).

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Un’ultima curiosità prima che ci buttino fuori dalla fiera: pensate che questa pipa stampata in 3D non possa sfondare nel mondo tradizionali del tabacco da pipa? Vi sbagliate. A una fiera di pipe ne hanno vendute 800 in poche ore.

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Ed infine un meritatissimo Frankfurter. Cos’altro avremmo potuto mangiare a Francoforte?

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