3ntr lavora all’utilizzo di PEEK, il filamento per creazioni “estreme”

PEEK“Chi si ferma è perduto” verrebbe da dire. Nel mondo dells stampa 3D, a conti fatti, la continua ricerca di innovazioni in grado di offire possibilità sempre più simili alla fantacienza pura è una costante. E non parliamo solo delle stampanti in sè, ma anche dei materiali che, come ormai ben sappiamo, ricoprono un’importanza altrettanto fondamentale.

3ntr lavora proprio su questo aspetto: creare un nuovo filamento in grado di sopportare applicazioni ancora più estreme, garantendo quindi la riuscita di sperimentazioni fino ad ora mai provate. Il materiale in questione di si chiama PEEK, sigla che sta per poli-etere-eter-chetone, ed l’azienda italiana fondata da Davide Ardizzoia sta attualmente testando dei filamenti composti da questa particolarissima termoplastica policristallina.

factory

La sua caratteristica peculiare – ovvero ciò che lo rende così unico nel suo genere – è la resistenza: ha una struttuta talmente solida da essere incredibilimente più duraturo di altre plastiche sintetiche simili. Un aspetto però che, come prevedibile, lo rende allo stesso tempo un materiale estremamente difficile da usare nel campo della stampa 3D: basta pensare che la sua temperatura di transizione vetrosa – ovvero la quantità di calore necessario affinchè il PEEK passi dalla forma crsitallina a quella amorfa, per poi essere “riplasmato” dalla stampante – si aggira attorno ai 140 gradi, contro i circa 60 necessari per gli altri filamenti di PLA. Quella di fusione, invece, è di addirrittura quasi 350° C, temperatura impensabile da sostenere per ogni altro materiale plastico.

3d pritners

Questa sua caratteristica fa sì che per il suo impiego nella stampa 3D sia quindi necessario l’utilizzo di partcolari macchinari in grado di produrre temperature più elevate rispetto alla media; di sicuro una sfida, ma 3ntr non sembra intenzionata a tirarsi indietro. Certo ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che il PEEK possa essere impiegato in pianta stabile nei processi di creazione delle stampanti 3D, ma l’azienda con sede a Oleggio al momento è al lavoro per testare ogni possibile soluzione – e molto probabilmente non dovremo aspettare troppo tempo per vederle con in nostri occhi.

 

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