Il London Global Summit: un faro per la stampa 3D

Il Global Summit di Londra dello scorso anno ha fornito una quantità incredibile di informazioni legate alle novità che si sarebbero avvicendate durante questi 12 mesi nel mondo della stampa 3D, e anche quest’anno non ha deluso le aspettative – nonostante la quasi concomitanza di un altro evento importantissimo come Euromold. Il summit globale svoltosi nella capitale inglese, infatti,  è stato un’ulteriore conferma di come le tecnologie 3D printing stiano cambiando profondamente moltissimi settori differenti.

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Logico aspettarselo, considerando lo standard ormai notoriamente alto delle conferenze londinesi, che costano tra le 800 e le 1000 sterline; nonostante ciò, Global Summit di Londra può vantare una quantità di professionisti altamente preparati tale da impressionare anche i più profondi conoscitori della stampa 3D – dal settore automobilistico al design, passando per l’aerospaziale e le più innovative tecnologie future. Per chi (come noi) segue da vicinissimo il mondo del 3D printing, le novità assolute non erano moltissime, ma sentirle spiegate direttamente dai “diretti interessati” vale sicuramente il prezzo del biglietto. Alcuni esempi? I progetti nel campo dell’abbigliamento sportivo HEAD, o i futuri impieghi di tecnologie SLM, Laser Cusing e EBM da parte sia delle grandi aziende che delle università; per non parlare poi di Materialise e dei suoi piani, spiegati direttamente da Hans Vandezande, per implementare al meglio la stampa 3D in un flusso di lavoro manifatturiero tradizionale. Una piacevole sorpresa poi, in quanto non era inizialmente prevista, è stata la presentazione del professor Neil Hopkinson – dell’Università di Sheffield – sul sistema di sinterizzazione ad alta velocità che lui e il suo team stanno sviluppando.

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Se queste sono state le applicazioni future più “concrete”, c’è stato spazio anche per progetti forse addirittura più ambizioni e avveniristici: Xavier deKestelier di Foster Partners ha parlato di come la stampa 3D potrà servire in maniera tangibile alla costruzione di colonie sulla Luna, mentre am Stacey di Skanska e Richard Buswell della Loughborough University hanno fornito una panoramica completa sulla possibilità di creare edifici tramite l’impiego delle tecnologie di 3D printing.

Insomma, di carne al fuoco ce n’era eccome, a dimostrazione della continua crescita del mercato e del sempre maggiore interesse che la stampa 3D sta riscuotendo tra le grandi aziende dei settori più disparati: ciò però che risulta maggiormente evidente è come ormai il Global Summit di Londra sia diventato un punto di riferimento imprescindibile, destinato a tracciare le linee guida dello sviluppo di questa stupefacente realtà.

 

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