Uno scan fotogrammetrico per mandare una persona nel mondo nanometrico

L’artista Jonty Hurwitz ha creato quella che potrebbe essere la statua più piccola del mondo, una trasposizione nanometrica di una persona scansati e stampata in 3D attraverso il processo di litografia a due fotoni (2PP). Il risultato, che vedete qui sotto misura 80 per 100 per 20 micron e sta comodamente (fin troppo) all’interno della cruna di un ago.

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Il processo usato per realizzarlo non è molto diverso da quello che viene comunemente usato per creare i “mini-me” o selfie stampati in 3D. Uno scanner fotogrammetrico composto da oltre 2oo fotocamere digitali scatta un’immagine della modella da moltissime diverse angolazione e i dati vengono elaborati un un modello tridimensionale che, come lo spiega lo stesso Hurwitz, viene usato come una specie di argilla digitale da modellare e modificare per creare l’opera d’arte.

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Per stampare l’opera è necessaria una stampante 3D come la GT della società Nanoscribe oppure una di quelle a disposizione di alcune università come la UT Wien che operano usando lo stesso principio, curando un materiale fotostatico su scala nanoscopica usando i singoli fotoni emessi da un femtolaser. Un microscopio elettronico di alto livello è necessario per vedere la struttura, che nella foto qui sotto è posizionata su un capello umano, eppure presenta un livello di dettagli incredibile.

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Hurwitz ha ammesso poi di aver perso la sua opera d’arte. Ma non prima di aver fatto la storia della stampa 3D.

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