HEAD spiega come la stampa 3D stia iniziando a cambiare il mondo del tennis

Ralf Schwinger, direttore R&D di HEAD Sports (uno dei più grandi produttori mondiali di racchette da tennis e abbigliamento sportivo), ha parlato la 3D Printing and Additive Manufacturing Industrial Applications Summit di Londra sul futuro dell’azienda legato alla stampa 3D. Non lo ha fatto semplicemente riguardo ai vantaggi della stampa 3D, ma approfondendo le applicazioni specifiche che richiedono le tecnologie di 3D printing e quelli che sono solo – in questo momento – una mera ipotesi.

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Ed è stato ancora più interessante perché HEAD ha appena lanciato la sua tecnologia Adaptive Schema Pattern (ASP), un sistema basato su “anelli di tenuta” intercambiabili a seconda che si desideri un maggiore effetto, una maggiore potenza o avere un controllo più preciso. Anche se non consente un altissimo grado di personalizzazione – almeno in termini di prestazioni – il prodotto finale non ha bisogno di essere stampato in 3D, ma il prototipo originale è stato realizzati proprio tramite la stampa additiva – anche perchè HEAD sfrutta questa tecnologia sin dal lontano 2002.

La società ha iniziato con i sistemi SLA nel 2002, poi ha introdotto un sistema Stratasys Dimension SST nel 2004 per la prototipazione funzionale; attualmente utilizza tecnologia SLS per la fabbricazione di anelli di tenuta in vetro rinforzato PA 10 e fa alcune parti metalliche con SLM.

HEAD si può senza dubbio considerare una di quelle realtà fortemente inclini all’uso delle tecnologie di stampa 3D, sebbene le esigenze di produzione racchetta da tennis ancora non richiedono l’impiego di quest’ultima nella realizzazione dei prodotti finiti. Prima che si possa arrivare a un livello simile, infatti, occorre superare diversi ostacoli, a cominciare con la creazione di un sistema per aiutare le aziende a trovare il giusto processo di lavoro in mezzo ad un oceano di possibilità in continua evoluzione.

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3D Print Barometer di Materialise potrebbe essere un grande aiuto in questo senso, anche se si concentra principalmente sui requisiti di prototipazione. Mr Schwinger ha sottolineato che anche se molte cose sono possibili, non significa che sono fattibili su ampia scala e che a volte la stampa 3D permette alle menti più creative di trasformare in realtà “desideri” che, a conti fatti, non sono sempre efficaci o attraenti per l’utente finale. Secondo il responsabile di HEAD, il mondo del 3D printing brilla per quanto riguarda prototipi, prototipazione funzionale (test di materiali alternativi), utensili, piccole quantità di pezzi di ricambio e parti altamente specifiche per settori come quello aerospaziale. Si lotta, di contro, sulla qualità media e a livello di prestazioni elevate (ad esempio un anello fatto di Zytel ST 801).

Ci vorrà, insomma, ancora del tempo prima che la stampa 3D sia abbastanza avanzata per essere veramente in grado di offrire vantaggi in termini di prestazioni, soprattutto parlando di un oggetto come la racchetta da tennis. Mr Schwinger ha un’idea su come si possa arrivare a questo risultato, anche se sarà necessario non affrettare i tempi: “Perché ciò accada, i product manager devono collaborare con i progettisti e gli esperti del mondo consumer, al fine di trovare nuovi campi di applicazione”. Considerando però che una racchetta da tennis ha un ciclo di vita di circa due anni prima che sia necessaria una qualche ulteriore innovazione, ciò potrebbe accadere prima di quanto si pensi.

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