La stampa 3D riporta in vita i design del passato

Come la storia del design e dell’architettura ci insegna, alcune macchine non esistono più al giorno d’oggi e, nella maggior parte dei casi, non possono nemmeno essere replicate con qualsivoglia tecnica tradizionale moderna. Questo perché sono estremamente complesse, con componenti interne davvero particolari; in buona sostanza, sembrano proprio dei progetti fatti apposta per la stampa 3D.Un’idea che condivide, a quanto pare, anche l’architetto Andrea Pacciani: basandosi sulla collezione Grolliere de Servière, ha ricreato alcuni complicatissimi design tramite Google Sketchup. A questo punto si è rivolto a Materialise stamparli tramite la sinterizzazione laser: il risultato è davvero mozzafiato, e le sue opere hanno ricevuto una copertura in riviste d’arte e siti Web anche se, come lui stesso ha spiegato, il valore percepito non è quello che ci si aspetterebbe.

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 “Ho puntato a mercati online come Etsy e alla rete di stampa Rinkak 3D, ma, a parte suscitare un sacco di interesse e domande riguardanti l’origine dei miei progetti, non ho ottenuto risultati significativi dal punto di vista commerciale“. Pacciani ritiene che il motivo sia strettamente legato al basso valore percepito di nylon: “Mi piacerebbe che qualcuno iniziasse a sperimentare, magari anche insieme a me, l’uso di materiali quali polvere di marmo o di altre belle pietre e polveri di legno“, dice l’architetto.Lo studio dei materiali e la ricerca sono aspetti che si trovano costantemente al centro del settore della stampa in 3D e l’impiego di materiali in polvere alternativi è ancora estremamente limitata, con solo alcuni progetti emergenti che svolgono qualche ricerca seria sulle possibilità di alternative quali gesso, ceramica e sabbia silicea.
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a 001Le opere di Pacciani servono anche per mettere alla prova l’efficacia degli attuali sistemi di stampa 3D. Hanno pareti sottili e sono troppo complicati per essere realizzati senza supporti (ad eccezione, forse supporti solubili in acqua); sono anche molto alte (circa 30 cm) e perciò materiali in resina costosi non rappresentano una valida opzione. La tecnologia SLS è con tutta probabilità la più adatta, anche se attualmente supporta dei composti di nylon e una selezione piuttosto limitata di altri materiali come fibra di carbonio, fibra di vetro o alluminio.
“La mia ricerca si propone di impiegare tecnologie di stampa 3D per farci rientrare in possesso la bellezza che viene dalla nostra storia e del patrimonio culturale“, ha detto Pacciani, aggiungendo che troppo spesso con la stampa 3D ci concentriamo sul processo tralasciando i materiali . “Mi aspetto che in futuro le tecnologie saranno in grado di utilizzare pietre dure o plastica organica, come bachelite, ebanite, la celluloide o galalite. Penso che le istituzioni italiane, in particolare, hanno il dovere morale di portare avanti questi temi e sono pronto a offrire tutto il mio sostegno a chiunque sia interessato a raccogliere questa sfida.

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