Open BioMedical, Sharebot e 3Discover.it insieme per “aprire” la ricerca medica

Con questo articolo, a cura del co-fondatore Valentino Megale, avviamo la nostra collaborazione con Open BioMedical Initiative, iniziativa nata in Italia con l’obiettivo di portare la ricerca biomedica davvero a tutti attraverso la condivisione open source e le possibilità offerte dalla manifattura personalizzata low cost. Pubblicheremo su questo blog e su 3Discover.it aggiornamenti a cadenza periodica sulle attività dell’organizzazione che, ne siamo assolutamente certi, segue un’area strettamente collegata alla stampa 3D e sono quindi di grande interesse anche per i nostri lettori. Il campo della ricerca biomedica aperta è infinito e infinitamente complesso ma siamo certi che nei prossimi anni vedremo davvero delle belle.

Nel mondo almeno 15 mila ospedali e centri umanitari non hanno apparecchiature biomedicali adeguate, 1 miliardo di persone nei paesi emergenti e 100 milioni in quelli industrializzati non possono permettersi alcun dispositivo biomedicale. Dispositivi affidabili si, ma anche molto costosi e perciò a disposizione di poche, pochissime persone. Prezzi elevati ma troppo spesso anche l’impossibilità di accedere fisicamente alle tecnologie e ai materiali necessari per la loro produzione, questi i principali ostacoli che si frappongono tra le persone e le loro necessità. Tuttavia è possibile sviluppare alternative tecnicamente meno complesse ma non meno valide che riescano a servire un bacino di utenti globale più ampio. La fabbricazione digitale e quindi la stampa 3D unita alle potenzialità della rete permette di sperimentare soluzioni completamente nuove per i problemi dell’uomo, sino a stravolgere limiti che fin’ora sembravano fissi e immutabili. Un esempio di tutto questo, italiano e allo stesso tempo di grande respiro internazionale, è l’Open BioMedical initiative (OBM), organizzazione impegnata a ridefinire limiti e potenzialità nel campo della Biomedica open source.

teamL’Open BioMedical Initiative nasce in Italia nell’aprile 2014 per realizzare concretamente un sogno, ossia creare una community attiva nel campo della Biomedica, formata da persone accomunate da passione, curiosità, conoscenza, creatività, che condividono un obiettivo: una Biomedica per tutti, realmente accessibile a tutti coloro che necessitano dei suoi benefici. Il lavoro di OBM ha lo scopo di proporre una diffusione più massiccia e solidale della Biomedica, strutturandosi come organizzazione no-profit per lo sviluppo e la diffusione di tali tecnologie, abbassandone i costi (low cost) e favorendo la libera condivisione di idee e creatività (open source). Tutto questo per tornare all’idea che della tecnologia bisogna ritrovare il controllo e che questa debba essere prima di tutto al servizio delle necessità di chi ne ha bisogno. Una tecnologia concreta da integrare consapevolmente con le necessità umane ma allo stesso tempo non statica bensì rapidamente delocalizzabile grazie alla rete. Per raggiungere questo scopo si aggiunge un terzo tassello, ossia le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, in primis la stampa 3D. Grazie a questa è possibile progettare la propria idea digitalmente, mediante modellazione al pc, per poi realizzarla fisicamente con una varietà di materiali sempre più ampia e con precisione via via crescente. Il design digitale favorisce, inoltre, la condivisione dei progetti sotto forma di file permettendo di bypassare il problema dell’invio e del trasporto dei dispositivi, ponendo l’accento sulla stampa in loco di questi, con tanto di personalizzazione in base alle proprie necessita’. In questo senso l’OBM sta creando una community ampia e solida, capace di portare a compimento i propri obiettivi in modo efficace, adesso come in futuro. Da semplice discussione su Facebook, infatti, composta da persone di ogni parte d’Italia, grazie a impegno e passione costante, l’OBM si è trasformata rapidamente in un vero e proprio work-team internazionale, sfruttando le potenzialità di piattaforme online grazie a cui collaborare in tempo reale e a distanza sullo sviluppo dei progetti.

Fin dal principio, organizzazione e struttura sono state parole chiave per l’Open BioMedical Initiative, vitali per sviluppare un percorso con soluzioni capaci di adattarsi in maniera rapida e dinamica ad un mondo in continuo cambiamento.
Durante recenti eventi quali la Maker Faire di Roma, lo European Biotech Week e Geni Mutanti a Lecce, il Maker’s Meeting di Bari, Starter3D e MO20 Zero Day a Pescara questi presupposti sono stati ampiamente confermati da altri gruppi impegnati in ambito maker e biomedicale, che nell’organizzazione hanno subito colto le potenzialità per portare progetti e idee del campo su un nuovo livello, più efficace e coordinato.
L’OBM sta inoltre realizzando un vasto network strutturato su più livelli costituito, oltre che da membri attivi (in continua e rapida crescita trattandosi di una community aperta a tutti), da ulteriori elementi come singoli individui, FabLab, Makerspace, Aziende di tecnologie innovative, Centri di Ricerca e ONG che possano supportare lo sviluppo dei progetti e la loro diffusione: a pochi mesi dalla nascita già diversi esempi in tal senso sono entrati nel progetto OBM. In questo modo l’iniziativa può contare su diverse sedi distribuite rappresentate dai nodi facenti parte del network dell’OBM e capaci di adattare le proprie attività alle richieste locali. Grazie a questa rete, l’Open BioMedical Initiative ha la possibilità di assicurare sostegno tecnico per la riproduzione dei suoi progetti ovunque sia necessario, offrendo un approccio alla tecnologia biomedicale nuovo e completamente al servizio degli utenti finali.obm v

Sempre sull’onda di questa impostazione sono stati stretti importanti accordi, primo tra tutti quello con la Sharebot. Sharebot è l’azienda leader in Italia ed una delle più importanti in Europa per quanto riguarda la prototipazione rapida, inoltre l’unica al mondo insieme a 3D Systems ad avere stampanti 3D basate su ben tre diverse tecnologie (FFF, SLS, DLP). Recente è la collaborazione con Arduino che ha dato il via alla produzione di “Materia101”, la prima stampante 3D a marchio Arduino basata sulla famosa scheda open source.
Ecco allora che le due realtà appena descritte, l’Open BioMedical Initiative e Sharebot, attivamente impegnate a dare una personalità alle tecnologie del futuro, nel Novembre 2014 hanno stretto ufficialmente una collaborazione. L’obiettivo di tale partnership è da un lato di integrare in modo costruttivo la tecnologia di fabbricazione digitale di Sharebot con la sua applicazione pratica in ambito biomedicale, avvalendosi dell’esperienza biomedicale della community sempre più numerosa dell’OBM Initiative. Dall’altro lato l’Open BioMedical Initiative potrà usufruire di stampanti 3D di alta qualità nello studio e nella ricerca dei propri progetti, avendo accesso al know-how ed al supporto degli esperti di Sharebot. Entrambe le realtà cercheranno quindi in integrare le proprie conoscenze sviluppate in mesi ed anni per costruire un percorso comune, nella divulgazione (tramite eventi e reciproco scambio di materiale) e nella ricerca e test dei vari progetti.

hand projct

Al momento l’OBM porta avanti due progetti protesici, uno di neonatologia e uno di analisi genetica.
Il progetto “L-Mech Hand” ha come obiettivo la realizzazione di una protesi meccanica della mano costituita da materiali reperibili facilmente ed a basso prezzo (50 euro circa), completamente riproducibile tramite stampa 3D e quindi da parte di chiunque.
Il progetto “Myo Hand” punta alla realizzazione di una protesi elettromeccanica della mano, controllata da impulsi mioelettrici che vengono generati dalla contrazione dei muscoli, non invasiva, anche questa fondata sui tre principi dell’OBM, abbassando il prezzo di costruzione a circa 300 euro, nettamente al di sotto dei prodotti commerciali.
Il progetto “Newborn Incubator” è finalizzato alla creazione di un sistema di incubatrice per bambini adatto ad essere utilizzato anche nei paesi più poveri (dove secondo l’OMS il 75% delle morti infantili è dovuta alla mancanza di tali dispositivi), assicurando elevati standard di sicurezza ma mantendendosi come una tecnologia largamente accessibile e stampata in 3D.
Il progetto “Biosens Platform” punta a offrire una piattaforma hardware open source di PCR, metodica di punta di biologia molecolare normalmente utilizzata per la diagnostica medica e genetica. Oltre all’abbassamento di prezzo e a un utilizzo più user friendly di questa tecnica, il team del progetto ha l’obiettivo di proporre una maggiore integrazione dei dati ricavati per offrire una macchina al servizio di indagini e ricerche genetiche, via via più complesse con il miglioramento del prototipo.
Il futuro dell’Open BioMedical Initiative non è fatto però solo di protesi, ma è aperto a tutte le tecnologie biomedicali capaci di unire creativamente ingegneria e medicina, con interesse anche all’ambito della nascente biostampa 3D ed ai suoi rivoluzionari sviluppi.
Nell’OBM c’è inoltre la convinzione che diffondere la tecnologia debba andare di pari passo con la diffusione della consapevolezza di quest’ultima e che solo promuovendo una maggiore conoscenza delle nuove tecnologie e delle relative applicazioni si possano poi coglierne appieno le potenzialità, il carattere rivoluzionario ma anche le responsabilità ad esse collegate. Ecco che con questa visione e parallelamente ai progetti tecnici, l’Open BioMedical Initiative ha avviato una propria linea editoriale in collaborazione con alcune tra le principali testate online di elettronica e stampa 3D, mediante le quali pubblica costantemente articoli sulla Biomedica low-cost, open source e 3D printable.
E’ con tutti questi mezzi, uniti a costanza e passione, che l’Open BioMedical Initiative sta costruendo passo dopo passo un nuovo modo di fare Biomedica. Così un giorno, forse non più lontano, sarà possibile vedere molte comunità in paesi di ogni tipo, industrializzati e non, che faranno della rete e di una stampante 3D preziosi strumenti di conoscenza, sviluppo ed impegno sociale, che non vedranno più la tecnologia ed il suo utilizzo per fare del bene come un sogno irrealizzabile ma come una concreta opportunità di cambiare in meglio la propria vita e quella altrui.
Chiunque voglia diventare parte di questa “avventura”, sia esso un interessato, un professionista del settore, un fablab, un’istituzione, un centro di ricerca, un’azienda o altro non esiti a scrivere all’indirizzo openbiomedical@gmail.com o sulla nostra pagina facebook perchè oggi, più che mai, non esistono più limiti al poter fare, insieme.

Valentino Megale

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