L’unico smart-anello stampato in 3D apre la porta all’Internet delle Cose

A volte ci si dimentica che prima che la rivoluzione della stampa 3D arrivi a compimento, un altro grande cambiamento avrà già avuto luogo, cioè l’avvento dell’ubiquitous computing e dell’Internet delle Cose (IoT – Internet of Things). La stampa 3D sarà parte integrante di questo movimento permettendo la creazione di dispositivi in miniatura in grado di supportare connettività e potenza di elaborazione: il blog Arduboy ce ne offre un primo campione con l’Anello Bluetooth Ö.

L’anello stampato in 3D è alimentato dal chipset NRF51822 di Nordic Semiconductors, un SoC (System-on-Chip)flessibile, che supporta il Bluetooth Smart (precedentemente noto come Low Energy Bluetooth) e le applicazioni wireless 2.4GHz ultra-low power. Ha un microprocessore integrato ARM Cortex-M0 a 16MHz. Questo è il più piccolo processore ARM disponibile tra gli MCU Cortex-M, i micro-controllori a 32 bit più diffusi al mondo, che già vendono nell’ordine di miliardi di unità.

assembly

Il chip all’interno dell’anello ha 256k di memoria flash e 16K di RAM, gran parte della quale è occupata dal modulo di comunicazione bluetooth ma resta comunque superiore a quella di una normale scheda Arduino. Forse la parte più affascinante, il portale che questo anello stampato in 3D può sbloccare, è la programmazione, che sfrutta la piattaforma cloud mbed di ARM.

La divisione mbed è al cuore della ricerca di ARM per il dominio della IoT.  Include l’mbed OS, creato appositamente per gli MCU Cortex-M, il Device Server mbed per accettare la connessione da tutti i dispositivi dell’Internet delle cose, e gli strumenti mbed per la programmazione. Con questi Arduboy è stato in grado di impostare le istruzioni sul dispositivo tramite USB semplicemente via drag &drop.

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Poi è rimasto solo da collegare il display OLED da 64×32 pixel in bianco e nero e un pulsante touch-sensitive, alimentando tutto con una batteria ricaricabile ai polimeri di litio da 40mAh, che si inseriscono comodamente a destra all’interno dell’anello stampato. E questo è il risultato.

INSERT VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=uDXsLxPPB88

Nei commenti sotto il video, è iniziata una discussione sulla reale praticità e sul potenziale dei dispositivi connessi indossabili e intelligenti. Alcuni sostengono che nessuno vorrà davvero diminuire la qualità dell’accesso alla tecnologia (schermi più piccoli, funzionalità limitate) solo per evitare di tirar fuori lo smartphone dalla tasca. Anche se io generalmente concordo sul fatto che smartwatches e smart glasses siano generalmente destinati a fallire come dispositivi consumer, credo che in questo caso particolare il contesto sia differente.

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Questo infatti è più un’esperimento sulla funzionalità dell’Internet degli Oggetti, non solo un dispositivo intelligente. Spingendo i limiti nella miniaturizzazione del processore, dei chip e delle fonte di energia , con l’utilizzo di un “contenitore” fatto su misura con la stampa 3D, questo progetto sta spianando la strada a quello che io considero l’elettronica indossabile reale. Questa non è legata a un dispositivo devi indossare appositamente ma a qualcosa di completamente non invasivo, come la manica di una camicia o la fibbia di una cintura stampata in 3D con funzionalità intelligenti integrate. Solo allora Internet sarà davvero onnipresente e indossabile.

3d-box

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