La storia di Paul Liaw, da artista a gioielliere grazie alla stampa 3D

Quello dei nuovi artisti della stampa 3D è un universo sconfinato e in continuo movimento, costantemente in fermento per la creazione di opere uniche che, senza l’uso delle tecnologie di 3D printing, con tutta probabilità non potrebbero mai diventare realtà – o quantomeno sarebbe molto più complesso. Uno dei più talentuosi è senza dubbio Paul Liaw, che su Shapeways ha messo in mostra una serie di opere da lui realizzate.

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L’esordio di Liaw è avvenuto durante il Printshow 3D di Londra, dove ha presentato scultura 3D colorata World Turtle, stampata con una Object500 Connex 3 multicolor di Stratasys; un modello impressionante che, però, necessita di essere sensibilmente ridimensionato rispetto al progetto originale per essere stampata – caratteristica in comune per la maggior parte delle sue opere.

turtle

Per esempio, il suo modello 3D di un camaleonte mi ha fatto prendere in considerazione un limite delle attuali tecnologie per la stampa 3D che non avevo mai considerato: ha 60 milioni di poligoni e una macchina EOS con un livello superiore di sinterizzazione non può andare oltre 1 milione di poligoni (cifra, tra l’altro, estremamente elevata). Inoltre, il modello si può dire che è stato “digitale scolpito a mano” – suona come un paradosso, ma questo è esattamente come lavora, dato che nessun software parametrico o scanner 3D può offrire un contributo effettivo per qualcosa di così complesso. Il primo esperimento per stampare in 3D qualcosa di così complesso è stata la scultura White Rhino 3D, oggetto che gli appassionati conoscono molto bene.

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Il talento di Liaw però non si ferma alla creazione di “sculture”, ma ha dato vita addirittura una linea di gioielli stampati 3D; una scelta dovuta – sorpresa sorpresa – non tanto da motivi economici ma da ragioni personali. Quali? Avere un gioiello adatto per la proposta di matrimonio alla sua ragazza. Ha quindi iniziato a canalizzare le sue capacità in questo settore, ottenendo oggetti reali nel giro di pochi mesi.

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La collezione di gioielli comprende attualmente un totale di cinque braccialetti dal design differenti (Wheat, Gator, Ginko Pisces e Dragonfly), disponibili in diverse dimensioni e materiali, così come oggetti più particolari quali Welsh Dragon e Cuff Links, ispirato al capolavoro The Wall dei Pink Floyd.

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E pensare che tutto è iniziato con un anello di fidanzamento, disegnato in Maya e Zbrush, per poi essere stampato in cera e fuso in palladio (dopo un prototipo in plastica rosa).

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