Cresco Lab porta i Meccano nel mondo reale con la stampa 3D

Ideato da Frank Hornby, a Liverpool, nel 1898, il Meccano è molto più vecchio dei famossissimi LEGO o di qualsiasi altro sistema di costruzione “additiva” – e ancora oggi realizzato lo si può trovare nei negozi. Mentre il concetto di base non è cambiato molto nel corso dell’ultimo secolo, il Meccano potrebbe presto vivere una delle suoe più radicali evoluzioni, grazie alle capacità di prototipazione della stampa 3D e a una start-up italiana chiamata Cresco Lab.

capravolo

Co-fondata da Marco Paganucci, Cresco Lab vuole fare quello che molti hanno provato in passato, ma mai raggiunto con successo: la creazione di grandi set assemblabili in stile Meccano per le costruzioni reali, riutilizzabili anche in futuro. Il motivo per cui questo non è mai stato possibile prima è che, mentre un giocattolo è solo un giocattolo e una miniatura non deve concretamente rispettare gli standard di regolamentazione della sicurezza, un set reale richiede calcoli fisici molto complessi per ogni singolo componente al fine di assicurare un’affidabilità assoluta.

Attraverso la stampa 3D questo può essere realizzato molto più rapidamente e a costi inferiori, sfruttando le funzionalità di prototipazione rapida che ormai ben conosciamo. “Usiamo il nostro sistema PowerWASP per testare ogni nuovo componente e ogni parte dei set più grandi”, spiega lo stesso Paganucci. “Questo ci ha permesso di migliorare sia l’aspetto che la funzionalità delle nostre parti”.

cresco prototype

I componenti Cresco sono realizzati in molte forme e materiali differenti: comprendono connettori in nylon con fibra di vetro, pannelli compositi con fori per collegare più elementi tra loro (come una scheda del Meccano). Quest’ultimi, a loro volta, possono essere in legno, alluminio, nylon e acciaio,con molti diversi connettori e oggetti decorativi fabbricati – e quasi il caso di dirlo – con la stessa gamma di materiali. Ci sono anche viti e bulloni tradizionali fatte di chiodi in acciaio, ma ogni pezzo è pensato per essere montato e smontato facilmente – così da risultare pienamente riutilizzati.

“Questo progetto è già in corso da molti anni”, ha aggiunto Paganucci, “Ma solo dopo essere stato in grado di testare i nostri prototipi con una stampante 3D ci siamo realmente resi conto di quanto sia divertente e di quale realmente sia il suo potenziale, permettendo a chiunque di creare facilmente i propri mobili e, forse ancora più importante, di riutilizzare quelli vecchi per crearne di nuovi mobili”.

Schermata 2015-01-14 alle 10.05.24

La stampa 3D è stata anche la fonte di ispirazione per il primo modello messo in commercio da Cresco: il banco di lavoro Capravolo. Si basa sui requisiti ergonomici per l’utilizzo di una stampante PowerWASP 3D, con un ripiano per il filamento collocato sopra il pianale e persino la possibilità di integrare luci LED.

Le possibilità sono davvero infinite: nonostante la stampa 3D sia attualmente utilizzata per lo più per produrre prototipi, sarebbe idealmente abbastanza facile per l’azienda creare anche un marketplace da cui scaricare pezzi di ricambio e, perchè no, anche una community per svilupparne di nuovi. Proprio come il Meccano, solo che questa volta è per davvero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...