Shapeways aiuta Cristina Franceschini a portare il mondo delle scarpe italiane nel futuro

L’industria italiana delle calzature artigianali è conosciuta in tutto il mondo: una vera e propria arte che gli stilisti si tramandano ormai da generazioni e che, in qualche modo, ora sta affrontando la transizione verso l’era di fabbricazione digitale. Alcuni giovani designer, come Cristina Franceschini (aka Crystif), si sono dimostrati più ricettivi di altri e sono stati in grado di utilizzare le loro competenze e i nuovi strumenti tecnologici a disposizione per delineare la propria strada in ciò che resta un’arena molto tradizionale – sfruttando servizi come Shapeways.

Cristina Franceschini Design01

E proprio la storia di Cristina Franceschini è significativa di come ci sia realmente un intero nuovo mondo di possibilità per la stampa 3D che in molti non hanno ancora pienamente preso in considerazione. Lei vive a Fermo, una piccola città nella regione Marche del centro Italia nonchè un importante centro per la produzione di scarpe come Tod e Hogan; Cristina lavora per diverse grandi aziende di scarpe, ma ha anche voluto perseguire la propria visione e, eliminando l’economia delle logiche di scala, Shapeways ha reso possibile il suo progetto.

La prototipazione di calzature è un settore ad alto potenziale di crescita per la stampa 3D, ma ancora non ci sono service adeguati della zona e quelle più vicine hanno ancora prezzi proibitivi. Tuttavia Cristina ha iniziato a esplorare le possibilità offerte dalle tecnologie di 3D printing diversi anni fa e, non appena i primi sistemi desktop sono diventati accessibili, ha acquistato uno dei primi modelli di PowerWASP per dar vita alle sue creazioni – passando in un secondo momento alle tecnologie di sinterizzazione avanzate di Shapeways per ottenere le versioni finali.

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Il primo passo per iniziare trasformare la sua passione in un business redditizio, però, è stato sviluppare le sue abilità di modellazione digitale: per ottenere questo risultato si è rivolta a Daniele Angelotti, un esperto di Zbrush che insegna un corso online. “Si tratta di una persona incredibile e seguendo il corso per me è stato possibile iniziare trasformare le mie idee in prodotti reali”, ha spiegato Cristina.

Anche se questi prodotti sono incredibili, trovare il giusto equilibrio di forme, materiali e finiture richiesto ha richiesto un lungo studio. Metallo acciaio sinterizzato per i tacchi sono troppo pesanti, mentre il nylon non risulta sufficientemente rigido per rendere le scarpe realmente indossabili. La soluzione di Cristina è stata usare un tacco a spillo in acciaio normale e sviluppare una copertura in nylon intricata stampata in 3D. Per la finitura, invece, in primo luogo ha provato con una cromatura, optando alla fine per la zincatura – un processo industriale che applica un rivestimento metallico su un prodotto in plastica utilizzando alta pressione.

Cristina Franceschini Design07

“Il risultato finale è perfetto”, dice Cristina. “Sembra metallo, ma è più conveniente e, allo stesso tempo, è estremamente leggero. Ho sviluppato il prototipo di persona, poi l’ho passato a Shapeways per sinterizzazione laser e quindi degli esperti locali mi hanno aiutato ad ottenere la finitura. La cosa migliore è che con la stampa 3D posso produrre esattamente nelle quantità che voglio, anche uno solo, cosa che non è mai stata possibile in passato .”

Cristina divide il suo tempo tra il lavoro a progetti per le aziende più grandi e la creazione della sua linea personalizzata (un sacco di sue opere sono esposte nella sezione contemporanea del Museo della Calzatura di Fermo) ai suoi clienti o su Shapeways. Oltre alle sue scarpe, i suoi lavori includono anche un certo numero di accessori metallici e gioielli di nylon, braccialetti e anelli.

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“Il mio modello d’ispirazione è Iris Van Herpen, mi piaciono i suoi lavori”, rivela Cristina, aggiungendo che i suoi progetti futuri si concentreranno sulla combinazione delle possibilità offerte dalla stampa 3D in nylon con materiali più tradizionali e confortevoli. “Mi piace giocare e sperimentare con i materiali e credo che l’industria calzaturiera italiana abbia bisogno di esplorare i design di nuova generazione: è tempo di portare la tradizione e la creatività italiana nel futuro”.

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