La carne biostampata è sempre più una realtà

In qualche modo – e come spesso abbiamo sostenuto – le stampanti 3D si possono considerare i primi antenati del “replicatore” di Star Trek, utilizzato nella celebre serie per creare di tutto, cibo compreso. Ed è probabile che proprio questo sia uno degli obiettivi dell’umanità, anche se al momento l’obiettivo è ancora lontano: abbiamo già macchine che possono assemblare sostanze commestibili come il cioccolato, lo zucchero e diversi tipi di paste, ma lo scopo finale è riuscire un giorno a produrre alimenti complessi, come per esempio la carne. In quest’ottica, l’unica strada percorribile attualmente passa dalla coltivazione delle cellule in laboratorio.

lab grown burger

Questo è l’obiettivo di una società denominata Modern Meadow, che vuole utilizzare le tecnologie di bioprinting già a disposizione per la produzione commerciale in vitro di carne commestibile. Ha già raggiunto ottimi risultati, tra cui un sacco di copertura mediatica e persino un hamburger commestibile realizzato attraverso l’uso di tecnologie bioprinting, composto da 20.000 filamenti cellulari “basati” su cellule staminali bovine.
Il motivo per cui il mondo intero è talmente affascinato dalla stampa 3D (in realtà, dovremmo chiamarlo “biostampa”) è legato al fatto che nell’arco di alcuni anni non sarà più possibile ottenere la carne dagli animali che facciamo oggi.

L’allevamento intensivo è sempre più percepito come una pratica disumana (e la ricerca sembra indicare che, in effetti, lo è), nonché come una delle maggiori cause del riscaldamento globale. Secondo l’associazione FutureFood, circa 55 miliardi di animali vengono uccisi ogni anno per colmare la domanda globale di carne e quel numero è destinato ad aumentare nel corso dei prossimi decenni, fino al punto in cui non sarà più sostenibile.

Applicando i più recenti progressi nel campo della bioingegneria dei tessuti, Modern Meadow sta lavorando – con l’aiuto del dottor Mark Post della Maastricht University – allo sviluppo di nuovi biomateriali che hanno il potenziale per risolvere alcuni di questi problemi. L’azienda ha sviluppato prodotti a base di carne senza dover ricorrere alla macellazione degli animali e, si dice, con sprechi limitati in termini di utilizzo di acqua, energia e persino agenti chimici.

Florida_chicken_house

Fondata da un team di padre e figlio, Gabor e Andras Forgacs, Modern Meadow è una start-up che da tempo produce carne artificiale utilizzando una biostampante 3D. Gli scienziati prima raccolgono cellule staminali (cioè le cellule che sono alla base della medicina rigenerativa, poiché possono essere “programmate” per trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula) dagli animali attraverso una procedura nota come biopsia. Le cellule sono poi nutrite e curate in modo che possano crescere in filamenti; questi poi sono inseriti in un bio-cartuccia da stampare nella forma desiderata e combinati per formare un tessuto organico che ha esattamente la stessa composizione biologica della carne reale. E secondo lo scienziato olandese Mark Post della Maastricht University, per creare un hamburger in laboratorio sono necessari 20.000 di questi filamenti – prodotti ad un costo di più di 300,000 dollari.

Il progetto, che è stato sostenuto finanziariamente dal fondatore di Google Sergey Brin, ha diverse implicazioni. Mentre il suo aspetto esteriore non è così lontano dalla tradizionale carne di manzo tritata, molte persone sono scoraggiate dall’idea di mangiare carne coltivata in laboratorio. C’è però da dire che questo tipo di alimento cresciuto in vitro, a differenza della sua controparte reale, è trasparente e viene colorato attraverso coloranti alimentari naturali. Per di più, è senza grassi, quindi non ha un sapore così buono quando viene grigliata, ma è un aspetto che, in futuro, si potrà sviluppare anch’esso in vitro con la coltura di cellule adipose.

Quello dell’aspetto e del gusto sono sicuramente i fattori determinanti per l’adozione su ampia scala della carne “bioficial”, ancor più del suo costo, che è destinato a ridurre attraverso economie di scala e le innovazioni tecnologiche. Per rendere la carne stampata 3D (e altri alimenti) più piacevole per gli occhi, i futuri scienziati possono seguire la ricerca condotta dal biozoon food innovation group tedesco. Una stampante biozoon funziona come un sistema a getto d’inchiostro tradizionale, utilizzando però capsule riempite con cibi liquidi: uno per le verdure, una per la carne e una per i carboidrati. Si crea il primo strato, per esempio la forma bidimensionale di un’ala di pollo, con il liquido dalla cartuccia, estrusa attraverso i 48 ugelli presenti all’interno della testina di stampa. Un agente coagulante, in corso di produzione, viene quindi aggiunto al liquido nelle cartucce per consentire il cibo di essere modellato nella forma desiderata.

biozoon

Assemblare alimenti significa che possono anche essere adattati per esigenze nutrizionali specifiche. Questo è ciò che l’Istituto di Nestlé di Scienze della Salute vuole fare nel suo programma Iron Man. Il gigante svizzero vuole creare una macchina in grado di produrre integratori alimentari personalizzati o addirittura interi alimenti su misura. Il sistema sfrutterà un tecnologia attualmente in sviluppo per monitorare i valori nutrizionali del corpo, per poi combinare questi risultati con un metodo di fabbricazione digitale che creerà i cibi e inserirà le sostanze nutritive necessarie all’interno di capsule.

Per aiutarci a capire quali possibilità sono all’orizzonte, Next Nature ha pubblicato un volume intitolato “In Vitro Meat Cookbook”. Utilizzando il formato familiare di un libro di ricette, il testo esplorerà visivamente le nuove culture alimentari “artificiali”. Il volume è stato studiato sia dal punto di vista del food design, sua da quello della bioingegneria, considerando al tempo stesso le implicazioni sociali ed etiche. Persone in tutto il mondo mangiano alcune cose incredibili, ed è solo una questione di abitudine: alla luce di questo, è davvero così difficile abituarsi a mangiare carne coltivata in laboratorio? Di sicuro un sacco di animali ci ringrazierebbe molto.

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