NTT Data porta la stampa 3D all’interno della sua sede italiana

Le collaborazioni tra le grandi aziende e i makerspaces stanno diventando più comuni, con NTT Data Italia è l’ultimo – in ordine cronologico – gigante del software a mostrare un interesse diretto nelle tecnologie di stampa 3D. I grandi manager di tutto il mondo si stanno rendendo conto che l’approccio al pensiero laterale fornita da questa realtà “emergente” può offrire un contributo significativo all’innovazione.

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Alcune aziende stanno già facendo un passo avanti ulteriore; creando makerspaces all’interno dei propri locali; Sony Giappone è stata tra le prime, e ora un’altra grande società di software giapponese, NTT Data, sta adottando un approccio simile. Attraverso un’iniziativa istituita dal management locale, l’azienda sta preparando uno spazio dedicato alla valutazione delle possibilità offerte dalla stampa 3D presso la sede della sua filiale italiana di Milano.

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Il progetto è supervisionato da Gianpiero Meazza, Senior Vice President of Innovation di NTT Data Italia. Essendo stato tra i primi dipendenti della società, ha seguito da vicino l’evoluzione dell’azienda e vede nel 3D pritnting la prossima possibile area di crescita. NTT Data Italia si è formata attraverso l’acquisizione di Value Team, una società locale specializzata in soluzioni di consulenza e IT, con oltre 2.500 dipendenti nel mondo. Ora è parte del gruppo NTT Data globale, che ha avuto origine dalla giapponese Telephone and Telegraph Company e ha oltre 75.000 dipendenti in tutto il mondo. In Italia, NTT Data lavora con i grandi rivenditori e i fornitori di servizi di telecomunicazioni, ma la società è interessata a saperne di più sulle future opportunità offerte dalla stampa 3D. E il modo migliore per farlo è di “toccarle con mano”.

Meazza quindi ha istituito un laboratorio che permetta ai dipendenti di utilizzare stampanti 3D desktop. La selezione attuale comprende diversi kit 3Drag open source DIY (costruiti durante un workshop), una stampante open source delta DIY 3D, un Ultimaker Original, un modello custom di Sharebot NG e una stampante FABtotum. Attraverso una collaborazione con il Politecnico di Milano, le stampanti 3D sono costantemente aggiornate e utilizzate per la produzione di componenti per altre stampanti 3D, nella più puro “filosofia” RepRap.

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Gli studenti provenienti da + Lab del Politecnico stanno attualmente lavorando a due progetti diversi. Uno è un sistema integrato per l’auto calibrazione della piastra di stampa sulle macchine 3Trascinare; l’altro è l’adattamento dell’estrusore di + Lab, per stampare con diversi materiali – compresi cioccolato e altri alimenti.

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Questi sono solo alcuni degli esperimenti in corso. “La visione di NTT Data va ben oltre RepRap e la stampa 3D desktop”, ha spiegato Gianpiero Meazza. “Molti dei nostri clienti hanno espresso un interesse diretto per queste macchine, per realizzare una catena di sviluppo snella. Ci sono aziende che possono facilmente permettersi di acquistare un sistema da 200.000 euro solo a scopo di test”.

Questi progetti richiederanno un approccio innovativo, soprattutto per aziende come NTT DATA, abituate a lavorare esclusivamente con i dati digitali e con dei software. Forse il seme per la prossima grande idea nel campo delle piattaforme software potrebbe spuntare da un piccolo makerspace nel seminterrato di NTT Data Italia.

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