Danny Choo torna alla carica con delle bambole robot in grado di muoversi

Danny Choo è una delle menti creative più stupefacenti dell’Oriente; basta pensare che sin dall’ormai lontano 2012 aveva preventivato – in largo anticipo – l’esplosione di quelli che ora conosciamo come “Selfie 3D”. Quindi, se lui dice che il futuro sarà delle bambole intelligenti stampate in 3D e dalla struttura interna simile a quella di un Terminator, è probabilmente che sia realmente così.

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Choo ha lavorato su una bambola intelligente ispirata a uno dei personaggi dell’anime Chobit, prima in la scala 1: 3 (da 60 centimetri) e ora con una versione versione alta 120 centimetri, in grado di muoversi, camminare, raccogliere oggetti, di connettersi a Internet ed, eventualmente, per integrare le funzionalità per la sicurezza e la gestione domestica di Dropcam e Nest (che ora sono le stesse società). Tutto questo usando la stampante 3D FFF ATOM, una Delta modulare che raggiunge un livello di precisione di 50 micron, offrendo anche un volume di stampa di 42 x 42 x 76 centimetri.

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Con Choo si sa mai veramente quali siano i confini tra realtà e immaginazione: l’intero progetto della bambola intelligente, a quanto pare, è nato come un pesce d’aprile lo scorso anno. Perciò non è scontato che il designer nipponico alla fine produrrà realmente questa sua ultima creazione, ma ciò non vuol dire che prima o poi qualcun’altro finirà col realizzare una serie vera e propria basandosi su questo modello.

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In ogni caso, per la prima volta quello che era iniziato come uno scherzo è diventato la cosa più simile a un progetto vero e proprio, dato che Choo ha effettivamente sviluppato il primo prototipo di bambola intelligente – attirando ovviamente su di sè l’interesse dell’industria robotica giapponese. Come ampiamente documentato sul suo blog, Choo lavora assiduamente dal 2013 con il Comitato per l’Internazionalizzazione del governo giapponese ed è stato nominato dal Consiglio dei Ministri giapponese per il “Cool Japan Strategy Committee” (no, non è uno scherzo).

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Ora il progetto della bambola intelligente continua, come da programma, con la versione da 120 cm, ma Danny assicura che sarà ancora possibile acquistare la versione da 60 centimetri per l’equivalente di circa 500 dollari – sia i modelli Mirai Suenaga, Kizuna Yumenu e persino Eiji Seiun. Ovviamente, le funzionalità legate al movimento sono un aspetto imprescindibile dell’intero progetto, considerando che SoftBank ha da poco reso disponibile il robot Pepper.

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Ci sono molte altre sorprese sul sito web di Danny Choo: per esempio, il fatto che intenda consentire ai propri modelli di usare un lanciafiamme come armi “non letali” (ma ci sarà attribuire questo alla lista di scherzi Pesce d’aprile). E ancora il fatto che Choo definisce ogni nuova iterazione delle sue bambole intelligenti come “T”. Adesso siamo a T2, ma sinceramente vendendo i risultati non vediamo l’ora di scoprire come sarà il T1000.

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