I Cannybot passano dalle aule al crowdfunding

I Cannybot,  i robot giocattoli stampabili open source – e che possono essere stampati su qualsiasi sistema desktop e programmati utilizzando interfacce quali Arduino, Blockley, Python, mbed e Scratch – si preparano al crowdfunding. Anche se sono già in vendita sul sito ufficiale, la disponibilità è attualmente limitata; infatti, i bot creati da Anish Mampetta e Wayne Keenan con l’aiuto di Steve Wiseman (Hardware) sono attualmente concepiti come strumenti per aiutare i bambini a familiarizzare con la programmazione nelle aule.

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L’idea di 3D robot stampabili utilizzano componenti elettronici a basso costo non è nuova e sta rapidamente prendendo piede, soprattutto tra le nuove generazioni. Ma questi robot da corsa possono essere programmati per seguire le linee su binari e controllati tramite smartphone, tablet o PC.

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Rispetto ad altri robot simili, sembrano essere molto più reattivo, aspetto che è la chiave per attirare l’entusiasmo degli appassionati. Il sistema hardware dei Cannybot è costituito da un piccolo controller da tavolo chiamato il BlueBrain, che incorpora un potente processore ARM, Bluetooth (4.0) e controlli motori – oltre a essere responsabile dei sensori di linea e dell’assetto “in pista” dei bot.

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L’elettronica, invece, va ordinata con kit standard. Le parti stampabili, che sono disponibili su Github come download gratuito, includono componenti strutturali tipo il telaio, le finiture e le ruote. I pacchetti disponibili includono un kit da 40 sterline con i modelli stampabili in 3D, un kit da 50 sterline con i modelli e un kit da 20 sterline per il BlueBrain stand alone.

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Il progetto ricorda molto le  macchinine stampabili Racers 3D, che hanno raggiunto il loro obiettivo su Indiegogo ed attualmente sono in fase di sviluppo. Non c’è dubbio che i Cannybot possano diventare i giocattoli per le generazioni future e, a giudicare dai video, la loro storia passerà attraverso le aule, per una gara dall’indole lodevole: quella di aiutare gli studenti a tenere il passo con le nuove tecnologie, come le interfacce di programmazione e i sistemi di produzione digitale – ovvero, i cardini del mondo del lavoro di domani.

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