30 ore di stampa e non sentirle (o quasi) con l’A4V3 di 3ntr

Con questa nuova recensione inauguriamo la collaborazione con il LAB di stampa 3D interno a NTT Data Italia, gestito da Ruggero Di Benedetto e Daniele Acquadro. Juan Luis Felipe Luna e Mauro Monti sono i tester e recensori.

L’azienda 3ntr è un nuovo operatore sul mercato italiano FFF. La loro stampante A4v3, che è già la terza generazione di questa categoria, appartiene alla famiglia delle stampanti cartesiane basate su architettura CoreXY, che si trovano oggi su una “corsia preferenziale” per popolarità nella comunità della stampa 3D.

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È per questo che possiamo confrontare, meccanicamente parlando, l’A4v3 con una serie di stampanti uscite di recente (come ad esempio la FABtotum e la Sli3Dr). La stampante di 3ntr è dotata di doppio asse Z, in cui le barre trapezoidali sono collegate dall’accoppiamento meccanico, rendendo il lavoro di questi due “soci” molto più preciso e stabile. LA4v3 è in grado di stampare utilizzando quasi qualsiasi filamento, grazie al suo estrusore.

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Credo infatti che l’estrusore dell’A4v3 dovrebbe essere descritto in particolare, perché questo è uno degli elementi che rendono questa stampante eccezionale. Immaginate questo: un estrusore con corpo interamente metallico, in grado di contenere qualsiasi tipo di materiale con 3 mm di diametro, con una termocoppia in grado di raggiungere i 415° C. Tutto questo viene sostenuto e migliorato dal sistema di raffreddamento a liquido, una prima assoluta per il mondo della stampa 3D.

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I creatori dell’A4v3 non l’hanno creata per offrire un piacere puramente estetico a chi la guarda, ma si sono concentrati su affidabilità,, usabilità e funzionalità durante il processo di sviluppo. La semplicità e la linearità della cassa del ferro so traduce in un peso di 32 chili e l’impressione che questa macchina possa funzionare in qualsiasi condizione.

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Una cosa che ha attirato la mia attenzione, è il “panic button”, raramente utilizzato in stampanti relativamente a basso costo. Si trova sul pannello frontale per un facile accesso, anche se occorre applicare una certa forza per attivarlo, il che esclude “la pressione accidentale”. Il display utilizzato è un buon vecchio LCD a  linee e 16 caratteri.

La stampante è arrivata accuratamente imballato in una scatola con pallet di legno, una bobina di HIPS e un campione di ABS. Dopo l’estrazione, l’unica cosa che ho dovuto fare per iniziare a lavorare è stato di collegare la cold end alla hot end con il boden (il tubetto di plastica attraverso cui passa il fialmento che va verso il nozzle). Le istruzioni erano abbastanza chiare, quindi mi ci sono voluti non più di 20 minuti per avere la mia A4v3 pronta per giocare.

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Il tocco di classe per me è stato scoprire all’interno del packaging tutti gli strumenti per il montaggio e anche un flacone di ricambio del liquido di raffreddamento. Il supporto per il filamento si trova sul lato posteriore ed è di facile accesso, quindi ho solo seguito la regolare procedura di impostazione. L’unica complicazione ha riguardato la micro SD Card. A differenza di molti modelli, lo slot della scheda si trova sul lato posteriore, che, complici le piccole dimensioni della micro SD e la presenza di uno spazio tra la fessura e il supporto (in cui la micro SD card può facilmente scivolare), rende l’inserimento un affare un po’ rischioso. Se non sei abbastanza attento, o sei un po’ goffo o hai appena bevuto un bicchiere di vino a pranzo, il rischio è di finire con un cacciavite a cercare di recuperare la piccola fuggitiva.

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Per affettare il modello, ho usato sia Cura che Slic3r, ed entrambi hanno funzionato perfettamente. 3ntr raccomanda di usare Kisslicer ma ho preferito usare qualcosa che già conoscevo. La pagina web di 3ntr era in costruzione, così ho potuto ottenere solo il profilo della precedente generazione della stampante. Che ha funzionato bene, l’unica cosa difficile è che ho dovuto prendere in considerazione l’offset Z, in particolare per le operazioni di slicing con Cura.

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In generale preferisco usare le SD cards, così ho stampato in modalità stand-alone. Il letto della stampante è costituito da due parti – la base metallica e la piastra di carbonio (con due manici molto comodi) che non richiede alcuna copertura speciale prima lavorare. La base in metallo ha un sistema di riscaldamento incorporato da 400 watt, che accorciano il processo di preriscaldamento fino a 3 minuti. In questo modo la distribuzione del calore lungo tutto il piano risulta abbastanza uniforme. La base in metallo e la piastra di carbonio sono fissate insieme da un morsetto magnetico. Quando la stampa è terminata basta afferrare le maniglie della piastra di carbonio e tirarla fuori dalla stampante senza il rischio di scottarsi le mani.

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Mi reputo una persona creativa con la fantasia senza fine, così, ovviamente, la prima cosa che ho messo in stampa è stato il cubo di calibrazione. Ho scelto ABS come materiale e devo ammettere che la velocità di stampa è stata un po’ al di sotto della media. Il cubo di calibrazione era di una qualità eccezionale, ma aveva un “piede di elefante”, così ho deciso di calibrare l’asse Z. Il processo di calibrazione è andato sorprendentemente liscio, dato che, invece di quattro viti, ho dovuto calibrarne solo una – quella che corrispondeva a compensare Z.

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Ho lavorato con la stampante per circa un mese in totale. Devo dire che all’inizio ho odiato il rumore, che è abbastanza forte, ma alla fine diventa quasi piacevole, un po’ come a un biker piace il suono delle Harley Davidson. Durante questo periodo, ho anche mandato in stampa un lavoro da a 30 ore senza il minimo problema. Ho avuto la possibilità di testare quattro tipi di materiali: PLA, ABS, PETG e XT di coloFabb. L’unico un po’ impegnativo è stato l’XT-Fabb, ma questo è un difetto è legato alla rottura di uno dei ventilatori.

Raccomanderei decisamente questa stampante per laboratori e professionisti, che hanno già avuto esperienza con le stampanti 3D. I suoi creatori l’hanno ribattezzata “Working Horse” e in effetti è all’altezza del suo nome da come affronta con facilità le stampe più lunghe, Di sicuro si tratta di una macchina affidabile, con nuove funzionalità e meccanica di alta qualità, in grado di fornire modelli stampati ad alta risoluzione. In pratica una macchina quasi ideale per affrontare il settore in piena espansione della stampa 3D professionale a costi accessibili.

AV4V3 Printer Pack + Printing Bed
Build volume: mm^3 12000000 300x200x200 mm
Price to build volume ratio coefficient 2451,481103 Euro/mm^3
Weight (in Kg) 32
Max Layer resolution 50 micron
Price to resolution ratio 979 Euro/um
Rated speed (printing and movement) in mm/s 80 Average Tested
Price to speed ratio coefficient 61,1875
Supported materials ABS, PLA, PETG, XT colofabb Tested
Noise level eccessivamente rumorosa (especially the homing moment)
Extruders 2
Onboard Controls: LCD and Micro SD
Assembly (1 is easiest) 1
Starting print (5 is most complicated) 5 Printing Profiles were not given
Filament loading (1 is easiest) 1
How long to first print (in minutes) 120
Robustness, repeatability and uniformity of prints? (5 is best) 4.5 Fail one time in a Month
Aesthetics (5 is best looking) 3 Industrial Machine
Is the price justified Yes
Who is it for? Professionals (architects, designers) and small industries.

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