Slic3r si ripresenta con una nuova versione stabile e piena di novità

Dal momento che si tratta di un progetto puramente open source, il software Slic3r rischia di avere poca visibilità, soprattutto visto che è una creazione indipendente, senza fini di lucro e, naturalmente, non ha PR e marketing dedicato. Durante i dieci mesi di sviluppo che sono passati dall’ultima release della versione stabile 1.2.9, alcuni erano anche preoccupati che la squadra avesse smesso di aggiornarlo e che Alessandro Ranellucci, che ha avviato il progetto Slic3r nel 2011, fosse troppo occupato con altri progetti.

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Ma non è così: infatti Slic3r, uno dei software di slicing open source più utilizzato per la stampa 3D e la produzione digitale, è tornato con un sacco di nuove funzionalità. Si tratta di una riconferma per Slic3r, dal momento che nel corso della sua storia ha introdotto funzionalità come il supporto multi-estrusore, la micro stratificazione, la possibilità di lavorare ad altezze di livello variabile e molto altro ancora.

Una caratteristica interessantissima della nuova versione è l’anteprima 3D con nuovi punti di vista basati su OpenGL; questo aspetto garantisce una maggiore precisione nella definizione delle dimensioni di stampa, cosa in cui non sono ancora riusciti a fare la maggior parte di software in circolazione. Un’altra caratteristica utile è che attraverso “il real-time slicing” vengono ricalcolate solo le parti modificate e le impostazione personalizzate, rendendo così il processo molto più veloce.

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Gli utenti saranno in grado di personalizzare completamente la forma di base, scegliendo tra forme preselezionate o completamente personalizzate. Anche David Eccles ha fornito il suo contribuito sviluppando il primo modello di riempimento che varia attraverso l’asse Z, invece di ripetere la stessa forma in tutti gli strati. Un’altra funzionalità da tenere in considerazione è l’integrazione di Octoprint, il server di stampa web-based e open source.new slic3r1

Come prevedibile, ci sono un bel po’ di opzioni dedicate agli utenti più esperti, tra cui la possibilità di compensare gli errori di formato sulle assi Y e X, così da evitare alcuni problemi in fase di estrusione. Ciò significa che se c’è un errore di dimensione, si può inserire una correzione nel software per compensare in stampe successive. Altre caratteristiche “pro” sono legate per lo più alla gestione degli estrusori per il materiale di supporto e il posizionamento di quest’ultimo.

Come molti progetti open source, Slic3r cerca di spingere al limite le sue capacità: basta pensare alla caratteristica “sperimentale” Autospeed, che mantiene la velocità volumetrica costante – e di conseguenza la pressione ugello. Il sistema sceglie automaticamente la velocità, evitando così i cambiamenti di pressione all’interno dell’estrusore . Se non avete ancora provato Slic3r, potete scaricarlo qui: il team di sviluppo chiede in cambio solo dei feedback per le prossime versioni. Perché la stampa 3D ha bisogno di software validi che siano in grado di far rendere al meglio questa tecnologia.

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