TheFabLab a Milano cresce, con una stampante 3D SLS e Leonardo da Vinci in mente

Ho visitato Fablabs in molte città europee, tra cui Amsterdam, Berlino, Barcellona, ​​Londra e Budapest. A Milano, la mia città, ci sono almeno sei FabLabs e almeno altrettanti makerspaces.

Sebbene sia  in contatto con alcuni di loro, non ne ho mai veramente visitato uno per raccontare tutto ciò che fanno, forse perché, appunto, ce ne sono così tanti da scegliere. Così, quando ho deciso di visitare un FabLab a Milano ho cominciato da quello fondato dalla prima persona che ho incontrato, in Italia, che mi aveva detto di voler lanciare un progetto inerente la stampa 3D: Massimo Temporelli, co-fondatore di TheFabLab – Make  a Milano.

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Ho consociuto Massimo attraverso alcuni amici che abbiamo in comune e mi ricordo chiaramente il momento, alla fine del 2011,  in cui mi disse per la prima volta che voleva  lanciare questo progetto. Molte cose sono successe da allora. L’obiettivo principale di Massimo è sempre stato quello di utilizzare tutte le tecnologie di produzione digitale, al fine di creare un business  che potesse auto sostenersi.

Oggi c’è riuscito, visto che  TheFabLab ora per assumere i suoi  primi due dipendenti a tempo indeterminato. Viste le recenti notizie economiche in Italia, questo è  sicuramente un bel risultato.

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“In questo momento siamo in otto persone, inclusi i tre co-fondatori,” spiega Massimo, “siamo molto orgogliosi del fatto che stiamo iniziando a vedere  risultati positivi e che questo ci ha permesso di assumere finalmente uno dei nostri stagisti e uno dei nostri collaboratori con contratti a tempo indeterminato. Stiamo anche per avere abbigliamento personalizzato grazie ad una partnership con K-way, che utilizzerà questa collaborazione in una campagna sul  “ vestire l’innovazione”.

Anche se ha una laurea di fisica, una delle competenze più importanti di Massimo è la sua capacità di creare sinergie con le imprese di maggiori dimensioni, fornendo  branding e servizi di produzione digitale. Massimo  e il suo team possono  ora offrire servizi di consulenza a queste aziende che desiderano implementare un flusso di lavoro di produzione digitale.

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TheFabLab ha acquisito notevoli esperienze  di lavoro con le stampanti 3D di diversi produttori, tra cui Sharebot, FlalshForge e altri modelli RepRap come la 3Drag. Inoltre è sul punto di diventare  il primo FabLab al mondo ad avere una stampante SLS 3D sul posto, visto che sta  partecipando al programma di beta testing di Sharebot per il progetto SnowWhite SLS.

Come in tutti i FabLab, ci sono anche molte altre  macchine, digitali e non,  per la produzione personale , tra cui due di CNC,  un taglio laser, plotter e altro ancora. Il taglio laser, insieme con la stampa 3D sta dimostrando di essere uno dei sistemi in grado di generare maggiori entrate. Questo perché TheFabLab sta crescendo da un istituto prevalentemente accademico ed educativo a un business professionale che offre prodotti e servizi finali.

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Per sostenere questa crescita il FabLab sarà suddiviso in quattro unità di business: Shop, Service , Consultancy ed Education, ognuna con i propri obiettivi di fatturato e una persona responsabile. “La verità è che il mondo del FabLab è in evoluzione”, spiega Massimo. “Al fine di sopravvivere e prosperare abbiamo bisogno di crescere in ambito business, perché le aziende vogliono vedere i risultati e nessuno, soprattutto in Italia, ti dà nulla gratuitamente. Il lato più romantico collegato a portare la consapevolezza di un nuovo modo di fare le cose diminuisce ma questo non significa che chiudiamo con il nostro essere aperti a tutti coloro che vogliono entrare e imparare a  sfruttare  le macchine.”

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L’unità Shop consiste nella produzione e vendita di manufatti prodotti in digitale,  realizzati sia  internamente che esternamente. Questi prodotti possono essere venduti sia all’interno dei locali sia attraverso altri canali. I prodotti di maggior successo finora sono le “Macchine di Leonardo”, modelli in legno tagliati col laser, ispirati ad alcune delle invenzioni di Leonardo da Vinci. Massimo  ci ha rivelato  di aver venduto oltre 1.000 pezzi ai negozi  della città. Un altro prodotto che si sta rivelando di successo è il tavolo DiNDON, che è stato progettato dal co-fondatore di TheFabLab Francesco Colorni e combina parti di vetro con componenti stampati in 3D.

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L’unità Service  è dove Massimo può far leva sui suoi contatto nel mondo industriale. Nel  sito web di TheFabLab si possono può vedere i nomi di aziende come K-Way, Magneti Marelli e Samsung tra i suoi partner e clienti. Queste sono le aziende con le quali  Massimo e il suo team possono lavorare per la quarta business unit, che è dedicato alla consulenza.

“Molte aziende si rivolgono a noi e ci chiedono come possono digitalizzare i loro processi produttivi”, dice Massimo. “Questo è qualcosa che già facciamo. Diventa così facile per noi insegnar loro come implementarlo nel proprio flusso produttivo. Inoltre, ora abbiamo accumulato una significativa esperienza con macchine e processi e questo è qualcosa che possiamo rivendere “.

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Infine vi è l’unità Education, che è parte integrante delle attività di TheFabLab. “In questo caso non è così importante che porti guadagni. L’istruzione è qualcosa che noi apprezziamo, perché può creare opportunità sia per noi che per chi lavora con noi. Durante la scorsa settimana TheFabLab ha  tenuto, a prezzi ragionevoli,  una scuola estiva di Digital Manufacturing aperta ai bambini di età compresa tra 10 a 12, e si è rivelata un grande successo. Soprattutto in termini di entusiasmo dei bambini. ”

L’idea che si ha  quando si parla con Massimo è che non smetta mai di pensare a nuovi progetti. The FabLab presto  farà domanda per un programma di finanziamento europeo per la robotica, insieme con Arduino.cc, e l’Istituto Tecnologico Italiano di Genova. Restando a Milano, stanno progettando diversi miglioramenti ai loro 200 metri quadrati di ufficio, tra cui l’apertura di una porta verso l’esterno e la creazione di uno spazio di lavoro all’aria aperta. TheFabLab si trova in una zona di Milano molto antica ed elegante.

Quando esci hai la sensazione che Leonardo Da Vinci, che ha vissuto a Milano per 16 anni (durante i quali ha dipinto l’Ultima Cena e , tra le altre cose, progettato il sistema di trasporto cittadino basato su canali)  non sembra poi così lontano nel tempo.

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4 pensieri su “TheFabLab a Milano cresce, con una stampante 3D SLS e Leonardo da Vinci in mente

  1. Salve Vallenari Ennio. Ci piacerebbe poter confrontarci con altre realta del momdo delle stampanti 3d. Noi abbiamo la nostra sede in provincia di Mantova, dove purtroppo la realta delle stampanti 3d e’ molto scarsa. Quindi saremmo molto lieti di confrontarci con altri che credono nel futuro di questo settore

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