Al Siblani, CEO di EnvisionTEC, ci parla di Open Source, Carbon3D, Bioprinting

Anche se esistono decine di società che scommettono sul futuro della stampa 3D, con idée innovative e molta passione, ci sono 4 aziende che hanno speso gli ultimi vent’anni a mettere le basi per questo futuro e continuano a costruirlo. Questi “Fantastici 4” della stampa 3D coprono praticamente l’intero arco dei materiali e dei processi possibili a livello commerciale.

Uno di questi è EnvisionTEC, il numero uno tra i detentori di brevetti per la tecnologia DLP: recentemente abbiamo avuto la possibilità di parlare con Al Siblani, conosciuto nel settore per la sua visione creativa. Lui è sicuramente la persona ideale per aiutarci a capire cosa sta avvenendo nel mondo della tecnologia DLP, con la sempre maggior disponibilità di macchine a basso costo, una società di software come Autodesk che rilascia la sua stampante 3D Ember, le incredibili potenzialità di Carbon 3D e il raddoppio della capacità produttiva globale di EnvisionTEC. Il tutto senza dimenticare che quest’ultima è anche una delle aziende più quotate nel settore del bioprinting.

envisiontec 3d printers

Tutte le discussioni su Carbon3D e la tecnologia CLIP devono obbligatoriamente partire da una premessa molto importante. Questa premessa ha un nome e un numero: “US Patent 7892474 B2, Continuous generative process for producing a three-dimensional object”. In passato ci siamo stupiti che EnvisionTEC non avesse mai sviluppato la tecnologia “Continuous DLP”. Invece, naturalmente, lo avevano fatto e l’hanno brevettata già nel 2006. Siblani ci ha spiegato che la tecnologia ha ancora limiti significativi e che ci sarà da lavorare molto per capire se potrà avere significativi sviluppi in ambito industriale.

Uno degli aspetti più importanti da considerare è quello dei materiali compatibili; lo sviluppo di una famiglia di materiali con proprietà meccaniche significative non avviene durante la notte e neanche in un paio d’anni. Le considerazioni diventano più critiche quando si parla di possibili concorrenti della stampante 3D a fotopolimeri di EnvisionTEC. Siblani ritiene che la tecnologia della francese Prodways sia troppo lenta per essere competitiva nel settore industriale e che società più piccole , come l’italiana DWS, non abbiano le capacità per scalare efficacemente.

Envisiontec Dearborn

E abbastanza comprensibilmente, è anche piuttosto critico verso la decisione di Autodesk di rendere interamente open source la loro stampante 3D Ember DLP, sostenendo che alcuni dei processi coinvolti nella costruzione e assemblaggio della macchina potrebbero essere pericolosi per i consumatori.

Alta qualità garantita, un’ampia gamma di materiali finali di fascia alta e prestazioni standardizzate sono tra le ragioni per cui, nonostante tutti i nuovi concorrenti in ambito DLP, EnvisionTEC sta crescendo come mai prima. “Gli impianti produttivi in California e in Germania hanno raddoppiato la loro capacità produttiva lo scorso anno” ci ha rivelato Siblani. Due dei “Fantastici 4”, Stratasys e 3D Systems, sono stati recentemente “bastonati” dal mercato azionario, mentre i mercati finanziari sembrano non veder l’ora di ottenere una parte delle due aziende che sono ancora in mano ai privati: EOS e, appunto, EnvisionTEC.

EnvisionTec_example

Su questo punto il CEO di EnvisionTEC ci ha spiegato che la società “esplorerà tutte le opportunità che ci permetteranno di crescere “ e che è “aperta ad ogni possibile operazione finanziaria”. Questo non significa che la stia pensando a una offerta pubblica di acquisto ma comunque non ne esclude la possibilità. Siblani ritiene che il recente deprezzamento sia stato oltremodo punitivo nei confronti delle due altre società pubbliche e che il giusto valore di mercato sia una via di mezzo tra il picco del 2013 e i valori minimi attuali.

Un settore che non sembra conoscere crisi è, invece, quello del bioprinting. EnvisionTEC è stata l’unica tra i grandi produttori di stampanti 3D a investire direttamente nello sviluppo e il suo 3D bioplotter è probabilmente il sistema più venduto a livello mondiale, in particolare la meno costosa “Developer Edition” dedicata alle Università.

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“I nostri primi investimenti nel bioprinting risalgono ai primi anni del 2000 quando sviluppammo la nostra prima generazione di bioplotter – rivela Siblani – abbiamo lavorato e ottimizzato la macchina per 15 anni, incontrando le esigenze dei centri di ricerca e delle università di tutto il mondo. Ultimamente sempre più società si stanno avvicinando a possibili applicazioni commerciali e questo trend potrà solo crescere in futuro”.

Mentre il fatto che il mercato si stia aprendo a così tanti approcci diversi è molto affascinante, le reali dinamiche industriali sono molto diverse. Oggi Stratasys ha difeso con successo il suo brevetto FDM e lo stesso sta per accadere per le tecnologie registrate da EnvisionTEC. Restiamo però convinti che, per dare beneficio a tutta l’industria, l’innovazione dal basso deve coesistere, nel mondo della stampa 3D, con l’innovazione dall’alto, anche se gli approcci seguono differenti logiche di mercato. Di sicuro, in questa equazione, EnvisionTEC rappresenta l’innovazione che viene dall’alto.

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