Stampa 3D on-the-go: chi ha la soluzione?

(Libera traduzione da un articolo di Davide Sher)

Una delle sfide più grandi per la stampa 3D è il mobile: come ottenere prototipi a distanza? Applicato alla stampa 3D, il controllo da remoto è un po’ complicato: non è solo questione di gestire colori e caratteri di stampa, come nella stampa 2D, ma entrano in gioco molte altre variabili, come i materiali, le dimensioni, il codice e i complessi file prodotti in CAD. Senza considerare le caratteristiche tecniche che variano al variare dei modelli delle stampanti.

In realtà, l’idea della stampa 3D “mobile” non si basa solo sul controllo da remoto, ma è inestricabilmente connessa all’idea-necessità di trasmettere i file in streaming, in modo di averli sempre disponibili sul cloud online senza necessariamente rilasciare il file STL originale.

3dprinteros apps

Quali sono le aziende che si sono già confrontate con questi problemi? Innanzitutto c’è 3DPrinterOS, azienda estone fondata da John Dogru che si focalizza soprattutto su due problemi:

  • la sicurezza dei file
  • la compatibilità di diverse stampanti 3D

Questo è possibile grazie alla profonda conoscenza dell’azienda relativa al cloud e alle probabili ottimizzazioni. Tutto quello che bisogna fare è connettersi al sistema e scaricare il sistema operativo relativo alla propria stampante. Sin da subito sarà possibile stampare da remoto e utilizzare una serie di App create apposta per condividere e personalizzare i tuoi modelli in 3D con gli altri.

skyforge job queue

Questo è più o meno quello che fanno gli altri sistemi, forse solo in maniera un po’ più limitata. Ad esempio, Skyforge nasce da una stampante 3D progettata come “vending machine” per l’Università dell’Idaho che si è trasformato in un sistema utilizzato da studenti, biblioteche e aziende sempre più grandi. Ad oggi supporta un limitato numero di stampanti a filamento, ma lo scopo è quello di integrare anche sistemi più professionali. Skyforge offre piani esclusivamente aziendali, tralasciando l’utilizzo personale.

Una terza azienda ad affrontare questa sfida è Authentise, che è probabilmente la startup più conosciuta e con il maggior numero partnership importanti con altre startup di alto profilo e con aziende già affermate nel settore, come ad esempio CG Trader, ART FICIAL, MakerShop e ToyFabb.

ART FICIAL Authentise

Attraverso Authentise le aziende possono vendere i file di stampa in 3D ai clienti che possiedono una stampante 3D senza rilasciare effettivamente l’originale STL, un po’ come fanno iTunes e Spotify con le canzoni. Una volta che il sistema è installato, aggiungere il controllo da remoto è la cosa più semplice.

Astroprint, creata dal team di 3DaGoGo, è estremamente ben progettata e facile da usare, anche se alcune caratteristiche (come ad esempio la dimensione massima di un file che può essere caricato) ne limitano l’utilizzo più avanzato. Il sistema lavora in streaming trasmettendo i contenuti a una stampante 3D attraverso un computer Raspberry Pi o l’hardware proprietario Astrobox, che può essere acquistato per 149 dollari.

astroprint me

Un approccio simile, che utilizza una ‘scatola’ connessa per mettere online ogni stampante per le operazioni d remoto, è stato implementato da Sharebot. L’azienda italiana sta lavorando su una nuova generazione di stampanti 3D basando il sistema operativo proprio sulla sua capacità di connessione ad internet. Quelle che non ne hanno uno simile, non possono connettersi a Sharebot. Anche MakerBot ha inserito come requisito minimo la connettività per le stampanti Gen 5 3D.

sharebox

Gli ultimi posti in questa lista sono occupati da aziende più specifiche. Innanzitutto c’è Octoprint che tra tutti quelli menzionati, è il servizio più open source in assoluto. Non è per tutti, ma per utilizzatori che sanno quello che fanno e, soprattutto, è gratuito. Poi c’è Vizua, un software in cloud che permette di visualizzare e stampare in 3d con molte funzionalità avanzate, inclusa la conversione dei dati DICOM in una geometria in 3D stampabile.

octoprint-gplus-cover

Ci sono altre aziende che stanno tentando di emergere in questo mercato, inclusi Microsoft –che ha provato ad integrare i supporti per la stampa 3D direttamente in Windows 8.1- e Autodesk.

Sarebbe meglio e più semplice se tutti questi fantastici progetti fossero combinati insieme e condivisi in una sorta di documento come esempi virtuosi, cosa che non succede. È naturale per ogni azienda competere e voler vedere il proprio progetto primeggiare sugli altri. Tutte queste aziende cresceranno e si consolideranno, ma ci vorrà molto tempo, direttamente proporzionale alla complessità del problema da risolvere. Quindi non vi muovete: la vostra piattaforma per la stampa 3D mobile arriverà. Prima o poi.

makerbot mobile

 

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