Legal3DPrinting analizza gli aspetti etici e legali della stampa 3D medica e del bioprinting

Maria Livia Rizzo è un giovane avvocato bolognese, specializzata in medicina legale. Insieme a Marco Giacomello, un avvocato specializzato in diritto d’autore e proprietà intellettuale, ha fondato Legal3DPringing, un’iniziativa che cerca di affrontare molte delle questioni che la stampa 3D dovrà affrontare da un punto di vista legale,prima che diventino effettive ed urgenti.

avvocato rizzo

Con le nuove tecnologie nascono sempre nuovi problemi legali”, spiega Maria Livia. “Io, insieme a Marco, voglio studiarli sotto ogni aspetto, da quelli connessi alle dinamiche produttive al mondo del design e delle applicazioni medicali”. Una questione che sta diventando molto evidente, ci ha spiegato Maria Livia, è che un dispositivo di produzione desktop elimina il confine tra utente e produttore permettendo a chiunque di stampare in 3D qualunque oggetto senza nessun ulteriore controllo. Questo è particolarmente evidente e mediaticamente rilevante nel caso delle armi di plastica”, ha spiegato Maria Livia. “Ma è applicabile a qualunque tipo di prodotto, dai giocattoli ai contenitori per alimenti”.

Un altro aspetto che Maria Livia vede come un gran cambiamento nel rapporto tra produttori e consumatori è che “l’utente finale ha nuove possibilità che non erano mai state considerate in precedenza,come, ad esempio, sostituire le parti di un prodotto che si rompe. In questo caso quello che cambia è la responsabilità. In altre parole diventa meno chiaro chi debba coprire i costi di riparazione e fino a che punto un utente possa modificare un prodotto da lui acquistato. Questi sono tutti temi che diventano ancor più rilevanti in campo medico. “

Proprio quest’ultimi sono i temi che Maria Livia segue più da vicino. Più precisamente, sta studiando attualmente i regolamenti e le responsabilità nel campo dei dispositivi medici – qualcosa che è già una realtà con cui fare i conti – mentre, allo stesso tempo, sta guardando alle future implicazioni etiche del bioprinting commerciale e della produzione di organi. Molti aspetti del bioprinting sono solo teorici al momento”, ha detto Maria Livia. “Comunque, credo che debba essere considerato ora poiché sarà troppo tardi per farlo correttamente quando diventerà una procedura standard. visto che i tempi in campo legislativo sono molto spesso più lunghi dell’evoluzione tecnologica. C’è bisogno di regolamenti specifici per la produzione di materiale biologico da cellule staminali umane e questi processi richiedono un dibattito”.

logo legal3dp

Questo dibattito, sottolinea Maria Livia, dovrà cominciare dall’assunto che il bioprinting ha il potenziale di salvare vite e – come medici esperti sembrano concordare- possiedono un gran potenziale per il benessere dell’umanità. Il mio lavoro è quello di capire come l’applicazione della responsabilità professionale cambierà nel tempo con lo sviluppo di queste nuove tecniche e quali saranno i problemi etici che ne seguiranno” aggiunge. “ Per esempio, i dispositivi medici personali non hanno bisogno dell’approvazione CE e le protesi stampate 3D sono considerate tali- anche quelle per uso interno- con tutto quel che ne consegue”.

Per regolarlo l’Italia segue il Codice dei consumatori, secondo le norme della Comunità Europea, dato che non ci sono norme specifiche. Per capire meglio come affrontarlo gli avvocati stanno cominciando a studiare i casi presenti in letteratura, specialmente nelle nazioni anglo-sassoni, dove la legge è basata sui precedenti giuridici ed è, quindi, più dinamica.

Documentarsi su questi argomenti non è ancora agevole per gli avvocati ed è per questo che abbiamo creato Legal3DPrinting. Vogliamo creare un network con le esperienze su tutti gli aspetti legali della stampa 3D: protezione proprietà intellettuale, bioprinting, spionaggio industriale, concorrenza sleale”, ha precisato. “La stampa 3D cambia molti dei paradigmi attuali: vogliamo essere sicuri che le leggi e i regolamenti sostengano questo cambiamento nella tecnologia invece di rallentarlo. Se le leggi sono troppo severe si rischia di bloccare il progresso, avviando il dibattito presto sarà possibile creare leggi che proteggano i consumatori e aiutino l’innovazione”.

Legal3DPrinting sta partendo come un progetto italiano, ma sta pianificando di espandersi come risorsa multi-lingua internazionale per tutti coloro interessati alle questioni legali concernenti l’evoluzione della stampa 3D. Al ritmo con cui le cose stanno evolvendo, si tratta di un bacino sicuramente interessante.

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