Defense Distributed perde la prima battaglia col Dipartimento della Difesa per le pistole stampate in 3D

Il sistema giudiziario americano è affascinante, non c’è che dire, in particolare in casi moderni e complessi come quelli che coinvolgono la distribuzione di contenuti virtuali “delicati”; questo è ancor più vero quando i contenuti riguardano pistole stampabili 3D. E Defense Distributed ha fornito un sacco di materiale da analizzare e discutere. La battaglia tra il suo network e il Dipartimento di Stato si è spostata nelle aule giudiziarie, poiché Defense Distributed e la Second Amendment Foundation (SAF) hanno avviato una causa giudiziaria per garantire la distribuzione del loro contenuto virtuale.

3d guns

In un classico caso di Davide contro Golia, i ricorrenti hanno contestato l’attuazione della normativa in materia di “esportazione” di “articoli per la difesa” promulgate dagli imputati: il dipartimento di stato degli Stati Uniti, il segretario di Stato John Kerry, la Direzione sui Controlli del Commercio per la Difesa (DDTC) e gli impiegati della DDTC stessa.

Riassumendo una storia lunga, DD afferma che il Governo degli Stati Uniti ha impedito loro di distribuire i contenuti digitali e ciò costituisce un abuso di potere da parte del governo, nonché una violazione del Primo Emendamento (libertà di parola), del Secondo Emendamento ( libertà di possedere armi) e del Quinto Emendamento (giusto processo).

ddvsstate

In Italia, per molte ragioni, probabilmente un giudice semplicemente scoppierebbe a ridere davanti ad un caso del genere e lo scarterebbe pensando ad uno scherzo. Negli Stati Uniti, però, questi casi vengono affrontati molto seriamente, poiché riguardano diritti che sono alla base della Costituzione e per estensione il loro stesso sistema giudiziario.

Il coinvolgimento diretto di SAF ha probabilmente contribuito a fornire serietà all’intera faccenda. Prima di rigettare l’ingiunzione (perchè naturalmente è stata rigettata) la Corte ha citato parecchi precedenti e ha specificatamente ribadito che la concessione di una ingiunzione è una cosa seria e non dovrebbe essere considerata come la norma, ma piuttosto come un’eccezione solo per particolari violazioni dei diritti.

In questo caso la Corte ha constatato che le parti avevano fallito nel dimostrare l’esistenza di tutti e quattro gli elementi che avrebbero permesso loro di ottenere l’ingiunzione: senza addentrarci troppo nei tecnicismi giuridici – non è questa la sede di competenza per affrontare argomenti simili – si può dire che in conclusione il duello è finito con una significativa vittoria di Golia.

A prescindere delle personalissime opinioni che ognuno può avere riguardo alle pistole, questo argomento avrà strascichi da non sottovalutare, visto che da un lato c’è la necessità di impedire la circolazione incontrollata di armi pericolose, mentre dall’altra è fondamentale che, per la diffusione della stampa 3D, non vengano tarpate le ali alla distribuzione digitale. Siamo sicuri che questo discorso non si fermerà qui.

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