La biostampa si prepara ad esplodere, grazie anche alla Biobot1

Come due anni fa l’arrivo delle stampanti 3D low cost ha acceso l’attenzione dei media, ora lo stesso sta accadendo con le biostampanti “economiche” e un’azienda, più di ogni altra, è all’avanguardia in questa fase: la Biobots di Danny Cabrera. Ora, questo affascinante progetto sta raggiungendo il passo più significativo: il lancio al pubblico, che verrà annunciate al prossimo congresso mondiale TERMIS.

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La biostampante Biobot1 usa un sistema di stampa a estrusione a pressione con una schiera di idrogel come agarosio, collagene algianto e polietilenglicole. La sua tecnologia brevettata la rende l’unica stampante commerciale del suo genere in grado di lavorare biomateriali con luce visibile sicura, permettendo ai ricercatori di creare costruzioni 3D di tessuti precise e preservando la vitalità delle cellule.

Il suo doppio estrusore riscaldato può imitare la temperatura naturale del corpo, proteggendo le cellule da fattori di stress ambientali durante la stampa; anche i materiali termoplastici di supporto con un range di temperatura sicuri assicurano una maggiore flessibilità nei materiali.

In uno sviluppo della sua versione Beta, la BioBot1 include un sistema di estrusione dinamico doppio, permettendo ai ricercatori di depositare più material in modo interscambiabile all’interno dello stesso campione, permettendo tempi di realizzazione più veloci, maggiore complessità di stampa e diversificazione di biomateriali da poter usare nella costruzione del tessuto.

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Cellule viventi biostampate in idrogel dopo 7 giorni

BioBots ha lanciato un beta test circa 9 mesi fa, per la prima versione della stampante 3D BioBot 1. Il programma – ora chiuso – è stato esteso ai più importanti ricercatori del mondo e il CEO della società Danny Cabrera ha rivelato di aver già venduto dispositivi a istituti come il MIT, il Penn, la Stanford, la Karolinska e la Columbia.

Queste università l’hanno già usata per creare ossa, tessuti per fegato e cervello a partire da cellule umane viventi, e l’azienda spera che la BioBot1 darà il via a un’ulteriore ondata di innovazioni per gli anni a venire.

La biostampante, che può essere ordinata al prezzo di 10000 dollari, è rivoluzionaria per il suo design compatto, per la facilità d’uso, l’intuitività e il sistema a cartuccia aperta, che permette ai ricercatori di acquistare kit di bioinchiostri di ogni genere, ai quali possono essere aggiunte cellule viventi. I ricercatori possono anche progettare e utilizzare i propri materiali, sia naturali che sintetici.

L’obiettivo pianificato per Biobots è quello di aiutare a portare la tecnologia di biostampa 3D nelle mani di più ricercatori nel mondo, abbassando rispetto al passato le conoscenze tecniche e i costi necessari per lavorare su simili dispositivi.

La società mira ad accoppiare il suo modello di tecnologia accessibile con una crescente rete globale di ricercatori e medici per favorire un dialogo aperto sullo sviluppo dell’ingegneria dei tessuti. “Il nostro incredibile gruppo in BioBots è guidato dalla missione dell’ingegneria biologica“, ha detto Cabrera. “Per costruire la BioBot1, abbiamo stretto collaborazioni con alcune delle menti più brillanti nell’ingegneria dei tessuti, e insieme abbiamo sviluppato la tecnologia di biofabbricazione più accessibile al mondo. Questo è uno dei tanti passi che stiamo facendo verso la democratizzazione della possibilità di costruire la vita“.

“Con la BioBot1 arriva la possibilità di costruire tessuti viventi che possono essere usati per ridurre il tempo e I costi di sviluppo di nuove medicine”, ha aggiunto Cabrera. “Tessuti che possono essere usati per personalizzare terapie, impiantati su pazienti e studiati per esplorare il più grande mistero della nostra generazione. Non vediamo l’ora di vedere che altro costruiranno le persone quando una BioBot sarà su ogni tavolo da laboratorio del mondo”.

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Anche se è ancora una tecnologia giovane, i dispositivi di biostampa come la BioBot1 hanno il potenziale per aiutare davvero i ricercatori nel comprendere la progressione del cancro e di altre patologie, con l’abilità di replicare e studiare le strutture biologiche costruite a partire dalle cellule proprie di un paziente. La biostampa può ridurre significativamente la durata dei cicli di test delle medicine e permettere anche programmi di cura personalizzati per i pazienti. Mentre tessuti e organi biostampati semplici sono già stati impiantati in pazienti, la barriera d’accesso di questi dispositivi ha limitato il loro utilizzo alle grandi istituzioni. Ecco perchè la BioBot 1, con le sue caratteristiche, potrebbe velocizzare questo sviluppo.

Abbiamo speso l’intero scorso anno raccogliendo pareri all’interno della nostra community e decidendo faticosamente le caratteristiche più importanti nella creazione in laboratorio della prossima generazione di tessuti viventi“, ha precisato il co-fondatore e CTO di Biobots, Ricky Solorzano: “Il risultato è la migliore biostampante 3D al mondo. Abbiamo raggiunto un perfetto bilanciamento tra versatilità e accessibilitàStiamo inoltre rilasciando il bioinchiosto più usato in questo campo al giorno d’oggi, BioGel, una soluzione basta su gelatina metacrilata che permetterà ai laboratori di cominciare facilmente a biostampare con una matrice già ben caratterizzata“.

Se l’esplosione nella ricerca che il team di BioBots sta aspettando seguirà le linee della tecnologia della stampa 3D “classica”, ci troveremo di fronte ad un nuova esplosione di invenzioni e di idee nuove.

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