Grow fa crescere la protezione dei file per la stampa 3D

Il problema della sicurezza dei file STL è uno dei tanti fattori che limitano un più rapido tasso di crescita della produzione additiva, specialmente a un livello industriale. Nell’era del cloud computing, del P2P e agli albori della produzione distribuita i disegni dei prototipi più segreti e preziosi sono generalmente trasportati da e verso le stampanti 3D usando una chiavetta USB.

Molte startup e software house stanno cercando di cambiare questo modo di lavorare e il tempo per una maggiore sicurezza dei file STL potrebbe essere finalmente arrivato grazie a “Grow”. 

Fondata nel 2014 dall’attuale CEO Ray Coyle (un avvocato e specialista nel campo della proprietà intellettuale), con il sostegno di EOS, noto produttore di stampanti 3D SLS, Grow è la società che sta dietro al software di crittografigo Grow Secure, sviluppato in modo specifico per i file STL.

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Al timone della società insieme a Coyle c’è  Siavash Mahdavi, fondatore di Within Labs (poi acquisita da Autodesk) e co-fondatore della piattaforma di design personalizzabile Digital Forming. Scaricabile gratuitamente dal sito web Grow.am, Grow Secure è una soluzione software per Windows, realizzata in modo specifico per proteggere la proprietà intellettuale dei disegni usati in un ambiente di produzione remoto o distribuito.

Funziona fornendo un link diretto a una serie di fornitori di servizi di produzione additiva sparsi nel mondo e un metodo sicuro di invio dei file La sicurezza del file è fornita attraverso un livello di crittografia a 1024 bit RSA insieme ad un sistema a doppia chiave asimmetrico (chiamato anche pubblico privato).

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I file possono essere trasferiti al servizio di produzione additiva sia attraverso il sistema cloud di Grow sia attraverso un trasferimento diretto di file completamente criptato. Una volta crittografato il file può essere inviato via mail, via FTP o con qualsiasi altro mezzo di comunicazione digitale non sicuro.

Il network di Hub Grow è una piattaforma professionale di fascia alta simile a 3D HUbs che al momento conta cinque abbonati, due negli Stati Uniti ( Indiana e Connecticut) e tre in Europa (Germania, Slovacchia e Regno Unito).

I fornitori possono richiedere di diventare Grow Hub certificati, mentre gli utenti possono suggerire a Grow nuovi hub da mettere in lista. L’intero processo è abbastanza semplice e questo significa che non ci sono più scuse. Sembra arrivato il tempo per l’industria di gettare le USB e – come fa pensare la parola inglese termine Grow – di “crescere”.

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