Alla scoperta della natura con Naturebytes14 e la stampa 3D

La stampa 3D ha toccato diversi campi da quello bio medicale, a quello farmaceutico, del design, dell’arte, dell’architettura rivestendo sempre un ruolo di co – protagonista, co – artefice di un progetto ma nasconde anche un aspetto educativo. In effetti la stampa 3D può essere considerata un’importante fonte di apprendimento nell’accelerare i processi educativi e cognitivi. Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino, ha espresso l’importanza di portare la stampa 3D nelle scuole tramite delle figure che insegnino il 3D, la tecnica della stampa 3D, il suo utilizzo, i suoi benefici, l’aspetto dei costi e dei materiali. Ad introdurre un connubio tra tecnica 3D e aspetto educativo è stata la Naturebytes14 che ha cercato di associare la stampa 3D alla sfera dell’apprendimento. Naturebytes14 è una community con base in UK che si è posta il fine di educare, supportata dalla stampa 3D, alla conoscenza della natura.

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E’ un gruppo di educatori, ambientalisti, digital makers, designers che propone tramite un progetto, il ”Wildlife Cam Kit”, un connubio tra mondo 3D ed educazione. Sviluppato nel giro di due anni il ”Wildlife Cam Kit” è ora su Kickstarter, dove sta cercando di raggiungere il suo obiettivo: £ 28.995, un finanziamento al fine di coprire e pagare fotocamera e utensili. Il fine ultimo è rendere il Kit open source, disponibile a chiunque sia interessato e scaricabile dalla community.L’intero kit consiste di un sistema a distanza e di una macchina fotografica sensibile al movimento della fauna selvatica. La camera è waterproof, include un orologio e la cover è strutturata così da scaturire attrazione ma anche facilmente camuffabile e difficile da individuare. Nuove camere verranno aggiunte e rese disponibili per la community così da creare benefici comuni. La prima cam resa disponibile è “la mangiatoia per uccelli”.  La “Wildlife Cam” offre la possibilità di prendere foto ad alta risoluzione senza disturbare gli animali nel loro habitat naturale e senza che una persona sia presente nel luogo.

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Jon Fidler, co-founfer del progetto, asserisce: “ Ciò che rende grandiosa questa strumentazione è che tu puoi posizionarla su un albero e nasconderla così da ricavare immagini non solo della fauna selvatica che già c’è ma anche di quella che viene fuori”Jon, oltre a essere coinvolto nel progetto” Wildlife Cam” è anche founder in UK dello studio Modla, una società di consulenza e design con cui ha sviluppato diversi progetti che includono il processo della stampa 3D. Jon è cresciuto in una fattoria a stretto contatto con la natura e gli animali. Il suo percorso di crescita ha rappresentato un valore aggiunto che ha reso perfetta la sua integrazione e il suo ruolo nel progetto Naturebytes. Naturebytes è stata fondata da Jon insieme con Stephen Mowat, un naturalista che ha intrapreso un programma di ricerca e conservazione e la responsabilità di un progetto pubblico alla Zoological Society di Londra. Un progetto portato avanti insieme a Alasdair Davies, Technical Advisor per la Zoological Society della London’s Conservation Technology Unit, un lavoro di ricerca nell’uso insieme di tecnologia e rispetto dell’ambiente allo scopo di studiare e capire il mondo naturale. Naturebytes è una realtà no-profit sviluppata con il supporto di Nesta e la fondazione Raspberry Pi. Gli obiettivi sono diversi e mirano all’apprendimento digitale, la conservazione della fauna selvatica e l’apertura all’innovazione. Il kit del progetto è già disponibile come un Developer Kit al prezzo di 30 sterline, dove l’utente può utilizzare i propri mezzi elettronici e sistema 3D per stampare il proprio caso, o una più completa versione capace di fornire una tastiera, mouse e cavi per accendere la Wildlife Cam così da trasformare il Wildlife Cam in un vero e proprio micro-computer.

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Il progetto nasce idealmente a scopo educativo per FabLabs e classi scolastiche con l’intento di veicolare e far conoscere la tecnologia, promuovere e facilitare l’interazione con il mondo naturale. Gli obiettivi sarebbero doppi: uno è quello di portare a conoscenza degli istituti di insegnamento la tecnica e i processi di stampa 3D; l’altro quello di far conoscere ai bambini la natura con un’esperienza fuori dalle righe. La stampa 3D potrebbe diventare, in un futuro prossimo e si spera molto vicino, un importante alleato per l’apprendimento circuendo la problematica della svogliatezza che spesso si riscontra nei bambini di oggi. Dopotutto l’interdisciplinarità, se gestita con giudizio critico, può aprire le porte a nuove frontiere di conoscenza incrementando criticità, processi ragionati e alimentando i livelli di attenzione tramite vie più sperimentali e “divertenti”. E cosa c’è di meglio che imparare giocando?

 

 

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