Una visita al FabLab Budapest, tra Formlabs e scanner 3D

(Libera traduzione da un articolo di Davide Sher)

Viaggiando in lungo e largo per le capitali europee (e non solo) e scrivendo articoli sulla stampa 3D, ho avuto la fortuna di visitare fantastici Fablab e di conoscere le loro tecnologie e le attività di artigianato digitale di cui si occupano, concentrandomi sulle tecnologie di printing e di scannino. Dopo Berlino, Amsterdam, Barcellona, Londra e Tel Aviv, ora è la volta di Budapest.

La cosa immediatamente evidente, come sottolineato anche da Tomas del Fablab di Barcellona, è che ogni Fablab sviluppa le competenze e la sua anima in base all’ambiente e alla personalità dei fondatori, che spesso sono visionari dell’artigianato digitale, pieni di idee e di passione. Al Fablab di Budapest ho incontrato David Pap, che incarna perfettamente questi ideali.

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La cosa più importante che David tiene a sottolineare, è il fatto che il Fablab sia cresciuto da solo, senza aiuti istituzionali o finanziamenti di alcun tipo, basando l’offerta dei propri servizi ai professionisti o ai consumatori sulla forza della community. Tutto è cominciato con un’intuizione di David: c’era ormai a Budapest il bisogno di un open space innovativo e tecnologico. proprio il processo di identificazione della segmentazione del mercato e dell’individuazione della domanda sociale ha guidato il Fablab a specializzarsi presto nelle attività di scanning in 3D, tenendo conto anche dei principali sistemi low-cost sul mercato.

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Oggi, David e il suo team -in collaborazione con gli altri Fablab dell’Europa dell’est- stanno sviluppando il proprio stand per i rilievi fotogrammetrici, potenzialmente il più affidabile e veloce sistema su questo mercato.

Parlare con David non è semplice, perché è profondamente immerso in disparate attività e seguirlo è un’impresa. Sin da quando il Fablab è nato, nel 2012, hanno lavorato insieme tre aziende (il rivenditore locale di stampanti 3D FreeDee e l’altra è quella del robot educativo Codie) per lo sviluppo della stampante Formlab Form1 SLA e hanno intrapreso progetti di bioprinting e di open science nel piccolo laboratorio a disposizione.

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Il sistema di scannino 3D fotogrammetrico è il progetto più ambizioso e occupa un’ampia area del Fablab. «Sin dall’inizio il nostro obiettivo era quello di creare pannelli separati e smontabili per semplificare la trasportabilità del sistema», afferma David. Per mantenere i costi al minimo, il loro scanner usa 70 videocamere Canon al posto delle reflex digitali, che hanno bisogno di essere riprogrammate per il controllo da remoto. «Abbiamo sviluppato il software internamente e lo abbiamo collegato al sistema tramite card SD».

Lo scanner che si vuole creare dovrà avere costi ridotti e creare il più velocemente possibile il modello finale, pronto per la stampa 3D. Questo sarà possibile combinando le capacità automatiche di messa a fuoco delle Canon – che calcolano automaticamente la distanza dagli oggetti, raccogliendo informazioni che dovranno poi essere registrate – e, possibilmente, una combinazione di luce strutturata e fotogrammetria. I dati saranno poi analizzati attraverso un software in cloud.

Fablab Budapest06Un’altra opzione potrebbe essere quella di offrire un sistema di prezzo più elevato, con le fotocamere reflex digitali, nonché aggiungere valore con servizi online. «Noi vorremmo che fosse così,
ma avremmo bisogno di investimenti da venture capitalist per sostenere la produzione,» David ammette, continuando: «Questo ci darebbe la possibilità di calcolare il volume di un oggetto, che sarebbe un processo sempre più automatizzato, anche per la pulizia dello scanner. Combinando differenti tipi di scansioni e usando differenti software per ridurre le differenze tra le immagini, potremmo ridurre il lavoro di post-produzione. Così l’unica cosa da fare sarebbe caricare il file. Ci stiamo lavorando.»

Mentre lavora con le più importanti aziende dello scenario di fabbricazione digitale, come Formalabs e Arduino, David sta anche chiudendo accordi con l’industria della moda – per le passerelle virtuali – e con il mondo del fitness, per seguire con maggiore accuratezza i progressi fisici delle persone.

Le possibilità per creare un sistema di fotogrammetria più affidabile, modulare e trasportabile sono veramente infinite e potrebbero aprire una nuova fase nella crescita del Fablab di Budapest. Chissà dove arriveranno tra un anno!

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