ESPERIENZE IN 3D: Erica Buzzi racconta com’è nato Protesiinsilicone.it

Continua ESPERIENZE IN 3D, la serie di collaborazioni de IL REPLICATORE con i professionisti del mondo della stampa 3D che si raccontano e illustrano le proprie attività.

In questa puntata presentiamo Erica Buzzi, fondatrice di Protesinsilicone.it, che ha sviluppato un’innovativo (e pratico) metodo per creare protesi e coperture per protesi assolutamente “life-like”.

Testo a cura di Erica Buzzi, www.protesiinsilicone.it

Oggi, mentre le possibilità di allungare la nostra vita aumentano grazie alle scoperte scientifiche, sempre più persone rimangono vittime di amputazioni. Le cause variano a seconda del paese ma principalmente le più comuni sono due: malattie e traumi.

Ogni anno milioni di persone subiscono amputazioni a causa del diabete e malattie che limitano il flusso del sangue negli arti inferiori e di incidenti e guerre, che mietono molte vittime anche tra i più piccoli.  

Protesi silicone2

Il lato più odioso è che il welfare del nostro paese non ci assiste sempre con servizi e soluzioni. La maggior parte dei costi spesso sono a carico dell’infortunato o malato.

La tecnologia 3D oggi ci può aiutare a trovare strade percorribili per tutte le “tasche”. Lo sottolineo perché fino a qualche anno fa, prima dell’introduzione della stampa 3D sul mercato globale, pensare di fare anche solo una piccola sperimentazione, voleva dire affrontare costi proibitivi. Soprattutto in campo biomedico.

Nel 2013 ho iniziato a cercare il modo per realizzare protesi in silicone attraverso la digitalizzazione dei procedimenti che solitamente eseguivo a mano, per aumentare la precisione e la personalizzazione del risultato, rendere più accessibile e ripetibile il procedimento in modo da abbassare i costi e i tempi di produzione.

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Le protesi ortopediche oltre ad essere funzionali ( e quindi ridare la possibilità di camminare, guidare, afferrare oggetti, eccetera) sono anche estetiche in silicone e ad alta definizione (dette cosmesi), come per maxillofacciali o dita di mani e piedi, o possono essere contemporaneamente funzionali ed estetiche come per le protesi di gamba, parziali di piede, o rivestimenti per protesi mioelettriche e cinematiche per arti superiori.

 I Fablab in regione Emilia Romagna sono stati la mia prima risorsa di informazioni per capire e toccare con mano una stampante 3D, uno scanner e tutto il mondo che gli gravita intorno. Da Bologna alla Wasp di Massa Lombarda, poi il passo è stato breve. E loro mi hanno accolto subito. Mi sono seduta ad un tavolo con Massimo Moretti e gli ho raccontato la mia idea e lui mi ha dato subito la sua disponibilità a fare delle prove con le sue macchine o a trovare informazioni e soluzioni che servivano. Non mi sembrava vero. Una società privata che fa quello che dovrebbe fare il pubblico.

 Lo scoglio da superare è stata l’alta definizione dei particolari della pelle da replicare negli stampi. Dopo varie ricerche sono approdata al Fablab di Parma e con Giovanni Panico abbiamo lavorato a delle soluzioni con software di 3D modelling open source e non.

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Gli stampi in materiale PLA sono stati realizzati con la Delta Wasp e alla seconda prova Nicola Schiavarelli di Wasp ha trovato subito il settaggio ideale. La definizione di stampa a 0,1 mm è sufficiente per realizzare una buona qualità nella fase di lavorazione col silicone. Questo materiale, che di solito si contamina facilmente, non ha problemi di compatibilità col PLA o con l’ABS, inoltre non rimane appiccicato ad esso. E per chi fa protesi in silicone è veramente un vantaggio poiché non servono distaccanti né prima né dopo la fase di vulcanizzazione.     

Il nuovo procedimento ha notevoli vantaggi rispetto al passato. Si accorciano i tempi sia per il paziente al momento delle impronte, sia per il tecnico nelle diverse fasi di lavorazione. Attraverso dei software di gestione delle scansioni 3D del piede si può realizzare la forma dell’arto mancante partendo dall’altro, in modo da mantenere la precisione di forme e dettagli. Con la modellazione 3D poi,in fase di prestampa, si costruiscono i vari stampi necessari alla realizzazione della protesi e/o della cover in silicone da realizzare. Viene eliminata dunque la fase di ricostruzione in cera a mano libera e quella di colatura di resine e/o gesso per la formatura degli stampi.  Notevoli risparmi di tempo, materiale di lavorazione, attrezzature di laboratorio e manodopera ad alta specializzazione in alcune fasi di lavoro.

In questi giorni la prima cover in silicone per protesi di gamba in 3D Printing è stata realizzata con i risultati attesi.

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