EVA

Ogni 3D print shop che si rispetti dovrebbe avere almeno un sistema di scansione 3D semi-professionale come l’EVA di Artec: l’entusiasmo per i self-portrait stampati in 3D non si spegne e la crescente diffusione delle stampanti multicolor – prime tra tutte la Projet 4500 e la Projet 660Pro di 3D Systems – ne continuerà a favorire la crescita trasformando in oggetti reali i colori che uno scanner semi-professionale di alto livello è in grado di catturare. Il fatto stesso di avere uno scanner 3D in negozio offre la possibilità al cliente di arrivare con la propria replica e clonarla magicamente, quasi in diretta. Va da sé che il miglior oggetto o soggetto siamo proprio noi stessi e, se siamo fortunati, lo siamo anche per qualcun altro, che vorrà tenere un nostro ricordo fisico. L’Artec EVA è la prima scelta semi-professionale, adatta un po’ a ogni configurazione, e, infatti, è quasi sempre sempre presente nei migliori 3D print shop. Il costo è competitivo per uno strumento business, sui parla di circa € 200/mese ed è un oggetto che realizza quello che promette: definizione di 10 decimi di micron per acquisire 2 milioni di punti al secondo, ad una distanza di un metro e a 16 frame per secondo.scanner_3d_artec_eva“E’ come una videocamera” dice la casa madre stessa, l’azienda che, come 3D Systems per le stampanti 3D, sta lavorando più di tutti per portare la scansione 3D al pubblico allargato. Così quando 3DZ, distributore in Italia dei prodotti Artec (e di tutti quelli di 3D Systems) ha offerto al team di 3Discover.it la possibilità di passare a dare un occhiata, ci siamo precipitati a provarlo; su noi stessi ovviamente. Gli scanner rappresentano nella stampa 3D quello che nella stampa 2D sarebbe la fotografia: se pensiamo al costo dell’attrezzatura fotografica professionale ci possiamo bene immaginare quale sia il costo di apparecchiature professionali 3D. Il valore di questi strumenti cresce in modo esponenziale rispetto alla definizione e alla risoluzione.Artec_eva_3dz1-1Fino a poco tempo fa questo voleva dire centinaia di migliaia di euro per strumenti di ricerca e professionali. Artec, che, in campo da 10 anni, è riuscita a scalare i costi tecnologici ed ad avvicinarsi alle richieste del settore semi-professionale, ora vorrebbe iniziare a soddisfare efficacemente anche il segmento dei servizi rivolti ai consumer. Luca Mazzotti, della sede di 3DZ a Brescia, ci ha accolto nel bel mezzo di un test: stavano lavorando con il “fratello” dell’EVA, l’Artec Spider (usato principalmente per il reverse engineering ad alta definizione di oggetti) su un componente metallico “top secret”, pieno di riflessi e forme complesse. In particolare il test verteva sulla sensibilità dello scanner a rilevare la differenza di tale oggetto in due versioni: quella abilmente tornita a mano dagli artigiani meccanici bresciani e quella invece lavorata dai CNC digitali. Clash of the Titans. Noi in mezzo.Artec_eva_3dz2-1Abbiamo assaggiato fin da subito la complessità della vicenda: dalla fotografia lo scanning 3D professionale eredita anche la tecnica e le difficoltà legate alla riflessione della luce. Avere molta luce è l’ingrediente principale che non può mancare, insieme ad un PC performante e ad una buona concentrazione nel compiere movimenti fluidi. Per il resto l’Artec e il suo software pensano a tutto. Lo scanning 3D poi, di base, è sicuramente un campo che ha la sua arte e la sua tecnica. L’Artec EVA ne è lo strumento: più conoscenza si ha dei concetti che regolano la modellazione mesh poligonale classica, più si riuscirà a padroneggiare il processo, dalla scansione in sé, soprattutto nella fase di post produzione e assemblaggio delle nuvole di punti (point-cloud) acquisite.Artec_eva_3dz4-1La scansione viene fatta con grandi pennellate fluide attorno all’oggetto e raccoglie una sequenza di “fotogrammi 3D”, composti di punti e texture. Ognuna rappresenta una porzione della superficie: sarà il software dedicato Artec Studio 9 a cucire e unire, prima i punti tra di loro, poi le sub-superfici a loro volta, realizzando la mesh finale. Come lo sviluppo del rullino una volta e dei file RAW oggi, si procede aiutando il software a eliminare gli “artifacts” generati da riflessi, polveri e da tutte quelle forme complesse ma quotidiane come i semplici capelli. L’ Artec EVA giustifica totalmente il suo costo nella qualità di resa grazie anche alla superba dotazione di accessori e software a corredo: con Artec Studio 9 si affronta tutto il processo di post produzione, in modalità automatica e manuale, lasciando massima libertà di scelta all’operatore in ogni fase: point-cloud, exclusions, mesh repair, welding, texturing e color matching.Artec_eva_3dz5-1Il software valuta la qualità progressiva di miglioramento in ogni fase, in modo da far valutare all’operatore le scelte intraprese ed eventualmente ritornare indietro e cambiare strategia. La post-produzione è l’aspetto più oneroso di qualsiasi workflow, è l’ultima fase di lavoro tecnico e critico, prima della consegna, in questo caso di un modello 3D digitale, ed è anche dove si fanno maggiormente sentire l’usabilità, la qualità e le performance del software. Artec Studio da solo è un software completo e ultra specializzato, che altri programmi dovrebbero provare a imitare. Il punto di forza dell’EVA, che determina il suo successo in tante realtà a contatto con il consumer semi-professionale, è la versatilità. Maneggevole, poco ingombrante e preciso, a colori, può essere alimentato a batteria e diventare portatile. Ha gli attacchi per essere montato su attrezzatura video e foto professionale, e dà il massimo su piattaforme motorizzate.Artec_eva_3dz7-1Permette, insomma, di approcciare il reverse engineering e tutte quelle nuove strade creative, come la riproduzione di modelli, persone, figure statiche, ma anche dinamiche, oggetti di dimensioni non troppo piccole e mediamente grandi, fino alla persona intera. Un limite davvero non c’è e volendo potreste scannerizzare anche un elefante, se il computer vi regge. Il risultato ottenuto da noi è stato eccellente, nella pur breve finestra oraria che abbiamo avuto a disposizione (circa due ore) e nel trambusto che abbiamo portato: un mezzo busto dai dettagli praticamente reali, ma c’è da dire che il tecnico specializzato di 3DZ Luca, prova e testa ogni prodotto e sa come tirare fuori modelli in situazioni difficili, in tempi stretti.Artec_eva_3dz8-1Una risorsa ulteriore per un 3D print shop è proprio organizzare corsi sull’uso degli scanner, un’arte complessa tridimensionalmente quanto la fotografia lo è bidimensionalmente. Sarà sicuramente un percorso degli stampatori 3D consumer più appassionati e dedicati ma anche uno skill da includere nel know-how di qualsiasi professionista della settore della Stampa 3D. Dalla pittura, alla foto, alla scansione 3D, la strada della riproduzione digitale della realtà è in crescita e in ricerca costante; oggi l’ultima tecnologia di questo affascinante percorso sta aprendo i battenti al grande pubblico, sull’onda della richiesta di oggetti stampati 3D, di nuove ispirazioni creative ed esigenze e commerciali. Artec è in prima linea con tutta la qualità dei suoi prodotti e l’expertise che la contraddistingue e il supporto locale di distributori qualificati e dedicati come 3DZ.

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