FFF

L’esplosione nell’adozione della stampa 3D è dovuta anche alla comunità open-source che, una volta scaduto il brevetto per la tecnologia FDM di Stratasys, l’ha fatta propria creando una versione liberamente accessibile della stessa tecnologia. Centinaia di hobbisti, ingegneri e inventori in tutto il mondo – che oggi vengono definiti con il termine generico “maker” – hanno progettato e sviluppato le proprie stampanti 3D e alcuni di loro sono arrivati a fondare piccole industrie di successo.

2.3.2c - FFF - Ultimaker - Original detail

Per distinguere questa tecnologia FDM libera e usata a livello amatoriale da quella industriale di Stratasys, i maker delle community open source hanno coniato il termine FFF, Fused Filament Fabrication. Il termine contiene anche implicazioni legate al progetto co-creativo RepRap, cioè le stampanti 3D FFF basate su tecnologie e istruzioni aperte e accessibili a tutti. L’idea delle stampanti RepRap è la possibilità di realizzare una stampante 3D in grado di stampare tutti i componenti necessari per costruire un’altra stampante 3D identica a sé stessa e quindi avviare un processo di fabbricazione locale per contrastare le logiche dell’industrializzazione globalizzata.

2.3.2a - FFF - Sharebot - Arduino - Materia

Esistono decine di diverse evoluzioni del progetto RepRap, alcune delle più note società nate sulla base della tecnologia FFF sono MakerBot negli USA (poi ironicamente acquistata proprio da Stratasys, l’azienda che ha inventato l’FDM), Ultimaker a livello Europeo e ShareBot in Italia.

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