CJP

Un versione particolarmente diffusa della tecnologia IPP è il Color Jet Printing (CJP), che permette di realizzare oggetti tridimensionali colorati. Il nome è stato coniato da 3D Systems dopo l’acquisizione di ZCorporation e la successiva adozione del nome Projet x60 per definire le stampanti 3D che usano questa tecnologia.

ProJet660Pro

Attraverso il processo CJP la stampante 3D realizza gli oggetti incollando insieme la polvere di gesso per creare lo strato alla cui superficie esterna poi  applicata uno strato di binder colorato, che si forma mescolandolo con inchiostri simili a quelli usati da una stampante digitale tradizionale. Quando il processo di stampa è completo l’oggetto viene estratto dalla vaschetta di polvere e sottoposto a una post produzione in cui viene rimossa la polvere in eccesso prima di applicare un ulteriore strato di collante per rendere i colori più brillanti e l’oggetto più solido.

2.2.2a - CJP - 3D Systems - oggetto a colori

Questa tecnologia viene usata soprattutto per creare modelli architettonici o stampate di progetti di industrial design che non abbiano particolari requisiti funzionali. Questo perché il gesso è rigido e piuttosto friabile e soprattutto non è impermeabile.

Gli oggetti che emergono dalla macchina però sono finiti e molto dettagliati. Non richiedono la rimozione di supporti perché – come nella sinterizzazione laser – ogni strato viene supportato dalla polvere non utilizzata nella vaschetta. Questi modelli tridimensionali possono avere fino a 6 milioni di colori (l’intera selezione di Photoshop) e questo ha permesso a questa tecnologia di diventare una delle più diffuse per i servizi ai professionisti ma anche nel nuovo settore dei servizi al consumatore, in quanto, in combinazione con un sistema di scansione 3D, può essere usata per creare “copie” esatte delle persone, i cosiddetti “mini-me” o foto fisiche.

2.2.2b - CJP - 3D Systems - Project 4500

In aggiunta alla linea Projet x60, che lavora esclusivamente polvere di gesso (gypsum), nel 2014 3D Systems ha lanciato il modello Projet 4500 che, al posto della polvere di gesso, utilizza una polvere di plastica. Questa viene incollata e colorata nello stesso modo in cui operano i modelli della serie x60 solo che, nella finitura dell’oggetto, al posto di un ulteriore strato di binder la macchina utilizza il calore per fare in modo che le particelle di plastica siano incollate più saldamente. Questo permette agli oggetti stampati con la 4500 di essere più flessibili, impermeabili e resistenti e quindi adatti anche anche all’utilizzo finale.

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