DLP

Un altro metodo per formare oggetti usando la luce per solidificare resine fotoattive è il Digital Light Processing o DLP. Fu inventato nel 1987 dal Dr. Larry Hornbeck della Texas Instruments. Nella sua prima versione queste tecnica utilizzava un microspecchio digitale per proiettare immagini sulla resina ma nel 1997 la Digital Projection Ltd ha iniziato a utilizzare un proiettore come quello che si usa per guardare i film e questo è il sistema adottato tutt’oggi. L’utilizzo di un proiettore al posto del laser rende la costruzione e l’utilizzo della stampanti 3D DLP meno costoso di quelle SLA ma la risoluzione degli oggetti prodotti è dipendente dalla risoluzione dell’immagine che il proiettore è in grado di raggiungere.

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Ciò significa che la forbice tra i sistemi DLP di fascia bassa e quelli di fascia alta si allarga enormemente. Oggi è possibile acquistare stampanti 3D DLP per prezzi al di sotto dei 5.000 dollari ma le macchine di fascia alta che utilizzano questo sistema possono arrivare a costare intorno ai 100.000 dollari. L’azienda che ha raggiunto il massimo livello qualitativo in questo settore è la tedesca EnvisionTEC, anche grazie allo sviluppo di una vasta gamma di materiali utilizzabili. Così come per la SLA, questi materiali vengono usati principalmente per la produzione di gioielli e prototipi di gioielli da realizzare in cerapersa, oppure per l’industria dentale . La varietà delle resine sviluppare da EnvisionTEC – e la precisione delle sue stampanti – ha permesso all’azienda di entrare anche in altri mercati della prototipiazione, dall’entertainment al settore automobilistico, e della produzione di componenti finali con proprietà meccaniche avanzate.

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Una prima “via di mezzo” è stata introdotta da Roland, la società giapponese tra i leader nella produzione di frese CNC e altri sistemi di manifattura digitale sottrattiva, con la MonoFab DLP, la prima DLP prodotta da una società di grandi dimensioni ad arrivare sul mercato a un prezzo inferiore ai 10.000 euro. Il sistema di Roland è in grado di realizzare oggetti di dimensioni limitate ma potrà contare sulla variegata utenza dei Fab Lab che già utilizzano i suoi sistemi sottrattivi compatti.

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